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Blitz antidroga, scattano gli arresti dopo 3 anni di indagine: 5 in manette

Undici persone indagate, veniva imposta anche una 'tassa' a chi veniva autorizzato a vendere cocaina e hashish

Concorso in illecita detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di arma nonché indebito utilizzo di carte di pagamento: queste le accuse, a vario titolo, nei confronti di 11 persone indagate, tra le quali 5 finiscono agli arresti domiciliari e 6 saranno obbligate a presentarsi alla polizia giudiziaria. Operazione nei comuni di Grazzanise, Santa Maria la Fossa, Capua, Cancello ed Arnone, Marcianise e San Tammaro dei carabinieri di Grazzanise che hanno dato esecuzione ad un'ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. 

Il provvedimento scaturisce da una articolata attività investigativa dal mese di gennaio 2017, che si è avvalsa di intercettazioni telefoniche ed ambientali nonché servizi di riscontro. 

Ai domiciliari finiscono il 38enne Pietro Petrella, il 32enne Filippo Gravante, il 24enne Lorenzo Valentino, il 29enne Antonio Santagata e la 21enne Rossella Parente. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria invece per Fabio Bencivenga, Antonio Della Cioppa, Giovanni Di Martino, Antonio Parente, Luigi Pezzera e Raffaele Raimondo.

Le indagini hanno permesso di accertare plurimi episodi di detenzione e cessione di cocaina e hashish a Grazzanise oltre che accertare un episodio di tentata estorsione, consumata da un indagato nei confronti di uno dei soggetti colpiti dal provvedimento cautelare, minacciato al fine di costringerlo al pagamento di 200 euro settimanale come 'tassa' richiesta a fronte della 'autorizzazione' alla vendita di hashish. Ma non c'è solo questo: c'è anche il furto di una carta bancoposta poi utilizzata indebitamente per effettuare prelievi in denaro (600 euro) e acquisto di beni (per una spesa di 1800 euro). Due degli indagati inoltre sono accusate di detenzione e porto d'arma perché avrebbero portato una pistola in un luogo pubblico. 

La droga, per quanto rilevato dalle intercettazioni, veniva chiamata in modo 'criptato' a volte 'mattoncino', oppure 'macchina', 'pantaloni', scarpe' mentre 'piccolo' o 'grande' indicava la quantità di droga occorrente. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Nello Sgambato, Angelo Raucci e Paolo Raimondo.  

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