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7 ARRESTI Smembrate 2 piazze di spiaccio: ecco chi erano i riferimenti

La droga arrivava dal napoletano tramite lo stesso canale di approvvigionamento

Emergono nuovi particolari dall’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere che ha portato all’arresto di 7 persone tra Santa Maria Capua Vetere, Capua, Caserta, San Prisco e Caivano.

Due piazze di spaccio

Due erano le principali 'piazze di spaccio’: la prima a Santa Maria Capua Vetere, l’altra a San Prisco. La droga arrivava da Caivano grazie all'intercessione di Antonio Crispino, fornitore d'elite in quella zona, ed a Santa Maria Capua Vetere per consentire un 'commercio locale'. La vendita massiccia sul territorio sammaritano era assicurata da Giuseppe Gambardella, spacciatore che si riforniva in punti strategici dei comuni di Santa Maria Capua Vetere, San Prisco, Curti Casapulla ed altri limitrofi grazie a Gianluca Coppola e Biagio De Gennaro. Il canale di vendita di San Prisco era garantito da Donato Di Caprio, Lucia Amendola ed Antonio Di Rienzo, spacciatori al dettaglio che facevano capo al caivanese Antonio Crispino. 

Gli acquirenti svelano il sistema di comunicazione

La distribuzione dei ruoli era questa all'interno di un collaudato di sistema criminale smantellato grazie ad una articolata attività investigativa durata circa due anni  condotta dai carabinieri tra i comuni di Santa Maria Capua Vetere, San Prisco, Capua, Caserta e Caivano. Ben sette le persone colpite dal provvedimento di custodia cautelare emesso dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ed eseguito dai militari della stazione di San Prisco. Attraverso intercettazioni perlopiù telefoniche ed ambientali i carabinieri sono riusciti a decodificare un linguaggio seppur criptico abbastanza convenzionale che impiegava termini comuni come 'caffè', 'bollette', 'biglietti', 'prevendite', 'piccolo', 'grande', per la cessione o la fornitura delle sostanze stupefacenti. La decodificazione è stata resa più agevole grazie alle dichiarazioni rese ai carabinieri da acquirenti 'infedeli' ed i riscontri effettuati sul campo dai militari grazie a pedinamenti, osservazioni, fermi e sequestri. Un'accurata istantanea dell'attività illecita posta in essere dei sette indagati responsabili a vario titolo ed in concorso di detenzione ai fini di spaccio, cessione di sostanze stupefacenti (hashish, marijuana, crack e cocaina) con ben 248 episodi di cessione dei narcotici e 25 di detenzione di elevato quantitativo di hashish pronto per esser piazzato sul mercato.

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