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Cronaca Sparanise

Droga attaccata ai cartelloni stradali con le calamite: così la gang evitava i sequestri

I retroscena dell'inchiesta che ha portato ai 16 arresti. La piazza trasformata in una centrale dello spaccio

Un gruppo capace di gestire una richiesta di droga sempre più pressante e che cercava anche “metodi alternativi” per evitare di finire nel mirino delle forze dell’ordine. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri della compagnia di Capua che hanno curato le indagini che hanno portato a 16 arresti questa mattina dopo una retata anti droga. I militari sono entrati in azione insieme ai colleghi del Comando Provinciale Caserta, coadiuvati in fase esecutiva dai Comandi Provinciali di Bolzano e di Rieti, nonché dal Nucleo Cinofili di Sarno, per dare applicazione ad una custodia cautelare in carcere nei confronti di 9 indagati, nonché degli arresti domiciliari nei confronti di altri 7 indagati, tutti gravemente indiziati dei delitti di concorso in detenzione e cessione di sostanze stupefacenti in concorso.

La droga viaggia tra 5 comuni

Il provvedimento cautelare costituisce l'esito di un attività d'indagine sviluppata per oltre un anno e che, tra la fine dell'anno 2019 e l'inizio dell'anno 2020, ha consentito di accertare la stabile dedizione allo spaccio di marijuana, hashish e cocaina da parte di soggetti residenti nei comuni di Sparanise, Calvi Risorta, Castel Volturno, Caivano e Carinola, i quali operavano principalmente in Sparanise e nei comuni limitrofi.

Lo spaccio in piazza

Le indagini, esperite mediante numerose attività tecniche d'intercettazione telefonica, accompagnate da osservazione, pedinamento e controllo, facevano emergere che gli indagati fossero soliti approvvigionarsi di stupefacente dalle piazze, di spaccio di Caivano, Capua e Castel Volturno per poi, successivamente, dividerlo e rivenderlo ai numerosi assuntori nella zona di Sparanise. In alcuni casi gli accordi con gli acquirenti si attuavano secondo un rodato cliché operativo che vedeva l'uso di termini convenzionali ed un linguaggio criptico, che, consentiva di individuare i luoghi ove avvenivano gli spacci. In altri casi gli acquirenti si recavano direttamente nella piazza centrale di Sparanise, trasformata in una vera e propria zona di spaccio, ove i pusher sostavano lungamente, per soddisfare le richieste dei numerosi clienti.

La droga nascosta dietro i cartelloni stradali con le calamite

Il principale indagato, al quale sono contestati ben 87 episodi di cessione di droga o detenzione, per eludere eventuali controlli, era solito parcellizzare la sostanza stupefacente in piccole quantità per poi nasconderla in diversi punti della città di Sparanise (ad esempio con calamite attaccate alla cartellonistica stradale ovvero all'interno di vasi di fiori posizionati sulla pubblica via) per poi dare appuntamento agli acquirenti nei pressi dei nascondigli e cedere la droga richiesta, eterogenea nella tipologia.

Contestati 400 episodi di spaccio

Gli esiti delle intercettazioni erano altresì corroborate da numerosi riscontri, attuati principalmente attraverso il controllo e la successiva escussione degli acquirenti a cui, di volta in volta, veniva sequestrato lo stupefacente acquistato. Ciò consentiva di censire un traffico impressionante di stupefacente, spesso attuato anche più volte al giorno: erano circa 400, infatti, gli episodi di spaccio complessivamente accertati. Nel corso dell'attività venivano inoltre arrestate tre persone colte nella flagranza di reato, denunciate cinque persone in stato di libertà e segnalati numerosi assuntori di droga alla Prefettura di Caserta. Nel corso delle indagini è stata inoltre rinvenuta e sequestrata, nel complesso, una consistente quantità di sostanza stupefacente, per un valore totale di  10,000 euro.

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