"Un dossier contro la senatrice Pd". Il fratello imprenditore accusa politico

Il retroscena svelato nel corso del processo a Salvatore Capacchione e l'ex dirigente Sorbo. Sentita in aula anche la consigliera Naim

Rosaria Capacchione

Un dossier contro l'ex senatrice Rosaria Capacchione con la regia del consigliere regionale Stefano Graziano. Questo il retroscena di una faida intestina al Partito Democratico finito nel processo a carico dell'imprenditore Salvatore Capacchione, fratello dell'ex senatrice dem casertana, e dell'ex dirigente comunale Carmine Sorbo, sul permesso a costruire, rilasciato dal Comune di Caserta, per la realizzazione di 304 alloggi nella zona Saint Gobain ritenuto irregolare dalla Procura sammaritana. 

A parlare del dossier ai giudici sono stati sia lo stesso imprenditore Capacchione sia l'ex direttore generale dell'Asi Anthony Acconcia. Capacchione, difeso dall'avvocato Bernardino Lombardi, ha spiegato: "Mia sorella era senatrice ed arrivò al Senato una comunicazione con cui si informava del dossier a mio carico per colpire lei. A quel punto mia sorella si recò dai carabinieri". Circostanza confermata precedentemente da Acconcia che ha raccontato di aver incontrato Capacchione al termine di un convegno all'Unione Industriali nel gennaio 2017. "Mi avvicinò Capacchione - ha detto Acconcia - e mi chiese se su ordine di Stefano Graziano avessi preparato un dossier su di lui per colpire la sorella. Sapevo che tra Graziano e Rosaria Capacchione c'era stato astio e solo un mese prima avevo fornito alla Procura tutti gli atti che mi erano stati richiesti su questa concessione edilizia. Ed allora ho fatto due più due". 

Nel corso dell'udienza - celebrata dinanzi al collegio presieduto dal giudice Roberto Donatiello del tribunale di Santa Maria Capua Vetere - sono stati ascoltati anche un militare dei carabinieri, che ha elencato gli atti acquisiti presso la Regione, la Provincia ed il Comune di Caserta, e la consigliera comunale di Speranza per Caserta Norma Naim dalla cui segnalazione, in veste di presidente della commissione Controllo e Garanzia Atti di Giunta, si è sviluppata l'inchiesta di cui al processo.

Naim ha spiegato come nell'ottobre del 2016 era balzata all'attenzione della Commissione Consiliare "la costituzione in giudizio del Comune di Caserta ad adivandum di un privato contro un provvedimento della Regione Campania con cui veniva disposta la decadenza dal finanziamento per la Planta Global (la società di Capacchione nda). A questo punto abbiamo cercato gli atti in questione". E la ricerca ha portato i suoi frutti: "il permesso a costruire numero 46 del 28 maggio 2015 - ha detto Naim - è stato rilasciato il giorno prima del decreto con cui il sindaco aveva conferito l'incarico al dirigente Sorbo per l'Housing Sociale". Di qui il fatto che, ad avviso della commissione consiliare, quel permesso sarebbe stato irregolare in quanto "il dirigente ancora non era abilitato a firmare il permesso a costruire".

Ma sulla circostanza che Sorbo fosse dirigente all'Urbanistica e quindi abilitato a sottoscrivere quell'atto, come ribadito dall'avvocato difensore dell'ex dirigente Gennaro Iannotti, la consigliera Naim si è limitara a riferire: "Il permesso a costruire va emesso dal dirigente del settore ed in questo caso il settore è quello Housing Sociale ed Edilizia il cui incarico venne conferito a Sorbo il giorno dopo". 

Secondo l'accusa il permesso, il cui iter fu bollato dalla Procura come “farraginoso e inconsueto”, autorizzava la Planta Global srl a realizzare un intervento di edilizia residenziale convenzionata, in particolare ad edificare 4 grossi fabbricati composti da 304 alloggi, oltre a negozi e uffici, nonché due piani interrati destinati ai parcheggi. Per gli inquirenti il permesso a costruire rilasciato a Capacchione non solo violava gli strumenti di pianificazione urbanistica di carattere generale come il Piano regolatore comunale e il Piano del Consorzio Asi (Area Sviluppo Industriale) della Provincia di Caserta, ma era illegittimo, in quanto rilasciato da un dirigente – Carmine Sorbo – non competente. 

Il processo è stato rinviato all'inizio di giugno quando proprio gli imputati prenderanno la parola in aula per essere sottoposti all'esame. 

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