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La ragazza ridotta in schiavitù

La ragazza ridotta in schiavitù

Comprata come un oggetto e costretta a prostituirsi: arrestato

In manette un albanese accusato di aver ridotto in schiavitù una donna. La vittima lasciata senza cibo e obbligata a vivere in un bagno

Comprata come un oggetto poi costretta a prostituirsi sulla strada, nella zona industriale di Frosinone. Un orrore che è finito per una ragazza straniera. La squadra mobile di Frosinone ha arrestato nel casertano un cittadino albanese, accusato di far parte di un sodalizio dedito al reclutamento di giovani donne avviate al circuito dello sfruttamento della prostituzione.

La posizione dell’albanese, gravato di numerosi precedenti di polizia nonostante la giovane età, era al vaglio del Procuratore della DDA di Napoli, funzionalmente competente in ragione dei reati contesti di riduzione in schiavitù e rapina, reati commessi dal soggetto destinatario della misura cautelare, avendo indotto alla prostituzione una giovane donna dopo averla “acquistata” da un altro soggetto in via di identificazione, per poi costringerla a prostituirsi con l’uso della violenza e minacciandola costantemente di morte, sottraendole tutto il ricavato della attività di meretricio. 

Un incubo per la ragazza, costretta a vivere in condizioni ai limiti della sopravvivenza, rimanendo per giorni senza cibo, ridotta a dormire rinchiusa in un piccolo bagno con l’obbligo di rassettare l’appartamento dell’uomo. Le era consentito di uscire solamente per essere accompagnata nel luogo dove doveva prostituirsi, vestita con abiti succinti e munita di preservativi.

L’albanese aveva acquistato una postazione dove farle esercitare l’attività del meretricio nella zona industriale di Frosinone da uno dei personaggi già arrestati lo scorso 27 luglio nell’ambito di un'inchiesta parallela svolta nella zona del frusinate. La vittima, costantemente oggetto di violenze e minacce di morte, era stata privata dei documenti, del passaporto e di tutto il denaro frutto della attività di prostituzione da parte del suo sfruttatore il quale la controllava costantemente onde accertarsi che si prostituisse. La triste vicenda si è conclusa ieri sera con l’esecuzione della misura cautelare emessa nei confronti del cittadino albanese.

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