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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca San Marcellino

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Prima l'ordinanza e poi la sentenza del tribunale amministrativo regionale

Sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania su una controversia edilizia. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Sezione Ottava, ha emesso una sentenza su una controversia edilizia tra due società di Trentola Ducenta da un lato e il Comune di San Marcellino dall’altro.

La sentenza, emessa in seguito al ricorso numero di registro generale 3281 del 2019, riguarda l’annullamento parziale di un provvedimento comunale e di un piano regolatore, nonché una richiesta risarcitoria. La questione verte sulla presenza di manufatti edilizi, tra cui un contenitore per distributore di gasolio, realizzati sul terreno oggetto di controversia. Il Comune di San Marcellino aveva emesso un’ordinanza demolitoria nel 2019, richiedendo il ripristino dello stato dei luoghi a causa dell’assenza di titolo autorizzativo per tali costruzioni.

Le società ricorrenti contestano l’ordinanza affermando di avere un titolo abilitativo rappresentato da una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) presentata nel 2012. Il Tribunale ha respinto il ricorso delle società ricorrenti, sostenendo che l’ordinanza demolitoria era giustificata dall’assenza di titolo autorizzativo per le costruzioni in questione. La SCIA presentata nel 2012 è stata considerata inadeguata per giustificare la presenza dei manufatti edilizi, in quanto si trattava di una segnalazione legata alle autorizzazioni antincendio e non agli aspetti edilizi. Il Tribunale ha inoltre respinto l’argomento delle società ricorrenti riguardo all’annullamento della SCIA in autotutela da parte del Comune, poiché l’ordinanza demolitoria non si basava su tale aspetto. La sentenza ha concluso che le società ricorrenti non hanno dimostrato la validità del titolo abilitativo per le costruzioni in questione, confermando l’ordine di ripristino dello stato dei luoghi emesso dal Comune.

La sentenza ha quindi respinto il ricorso delle società ricorrenti e ha condannato le stesse al pagamento delle spese legali sostenute dal Comune. La decisione del Tribunale è stata presa a seguito di una valutazione dettagliata delle prove e degli argomenti presentati da entrambe le parti durante il processo legale. La sentenza rappresenta un esempio di come le questioni legate alla pianificazione urbana, all’edilizia e agli abusi edilizi vengono trattate dalle istituzioni giudiziarie. Le decisioni prese dai tribunali in tali casi hanno un impatto diretto sulle dinamiche di sviluppo delle comunità locali e sulla tutela del territorio e dell’ambiente. Ovviamente questo è solamente il primo grado di giudizio visto che adesso le due realtà del territorio (e della vicina Trentola Ducenta) potranno comunque preparare nuova documentazione affidando agli avvocati un nuovo ricorso al Consiglio di Stato. Potrebbe quindi di fatto essere appena ‘nata’ una nuova controversia giudiziaria che potrebbe chiudersi chissà quando, visti anche i tempi lunghi (a tratti lunghissimi) della giustizia italiana. 

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