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Dissequestrato il 'tesoretto' della famiglia che pagava i Casalesi per spacciare

Secondo i pentiti pagavano la tassa al clan per smerciare cocaina

Dissequestrato il 'tesoretto' di circa 300mila euro della famiglia di pusher di Castel Volturno che pagava il clan dei Casalesi per spacciare.Il Tribunale di Napoli ha accolto l'istanza di riesame reale presentata dall'avvocato Ferdinando Letizia annullando il provvedimento di sequestro preventivo su parte dei beni della famiglia di spacciatori.

Il 'piccolo patrimonio' di Margherita Spada (detenuta presso la casa circondariale di Santa Maria Capua), Giorgio Piccirillo (detenuto presso la casa circondariale di Secondigliano), Antonio Spinelli (Secondigliano) e di Esterina Spinelli (arresti domiciliari) composto da lussuosi arredi, appezzamenti di terreno, auto costose e somme di denaro ingenti era stato congelato dal gip del Tribunale di Napoli a seguito delle misure cautelari emesse nei loro confronti per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla produzione, detenzione illecita e traffico di sostanze stupefacenti aggravata dal metodo mafioso.

La famiglia spacciava cocaina sul territorio di Castel Volturno chiedendo il permesso al clan dei Casalesi (fazione Bidognetti)  a cui versava somme di denaro con cadenza settimanale al referente di turno agevolando così l'organizzazione criminale. Qualcosa nel meccanismo si inceppò e  la famiglia venne incastrata oltre che dalle dichiarazioni di due pentiti del clan Bidognetti, Stanislao Cavaliere e Raffaele Venosa anche dalle intercettazioni telefoniche, pedinamenti e le dichiarazioni rese dagli stessi clienti.

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