Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Casal di Principe

Dissequestrati 5 milioni di euro ad imprenditore accusato da Nicola Schiavone

La decisione del tribunale del Riesame che ha accolto il ricorso dell'avvocato

Nicola Schiavone

Dissequestro il patrimonio di Giuseppe Iannone e famiglia, 'fautori' del monopolio degli appalti Enel per conto del clan dei Casalesi. Restituiti beni ed aziende per un valore di circa 5 milioni di euro. È quanto stabilito dalla 12esima Sezione del Riesame del Tribunale di Napoli presieduta da Paola Russo che ha accolto l'istanza di riesame presentata dall'avvocato Ferdinando Letizia avverso la misura reale emessa dal GIP di Napoli il 30 giugno scorso nei confronti di Giuseppe Iannone, suo figlio Mario e Mario Pellegrino, genero di Giuseppe Iannone accusati a vario titolo di concorso esterno al gruppo Schiavone-Zagaria, estorsione, trasferimento fraudolento di valori e impiego di denaro di provenienza illecita.

Le indagini svolte dai carabinieri del nucleo investigativo di Caserta coordinate dalla DDA di Napoli permisero di ricostruire il business di Giuseppe Iannone che dagli anni '90 avvalendosi della forza intimidatrice del clan dei Casalesi aveva conseguito la gestione quasi monopolistic degli appalti pubblici nell' agro aversano nell'ambito del settore degli scavi e di posa in opera di cavi elettrici per conto dell'Enel attraverso le società Alba 90 Srl, Siep costruzioni ed Elettrolima Srl. Dopo che nel 2017 la società Alba 90 era stata raggiunta da interdittiva Antimafia Iannone aveva intestato fittiziamente la Siep costruzioni(mera prosecuzione dell'Alba 90)al genero Mario Pellegrino e successivamente la Elettrolima Srl al figlio, Mario Iannone continuando ad operare negli appalti pubblici per conto dell'Enel in violazione della normativa Antimafia. I tre congiunti poi si sarebbero resi responsabili di condotte estorsive ai danni dei titolari della Cebat, ditta appaltatrice per la manutenzione delle linee aeree ed interrate in media e bassa tensione nella Provincia di Caserta per gli anni 2017-2019 imponendo loro le maestranze ed i mezzi delle ditte loro riconducibili estromettendoli quindi dagli appalti avvalendosi della forza intimidatrice del clan dei Casalesi. Legame di Giuseppe Iannone  con il clan camorristico avvalorato dalle dichiarazioni rese dai pentiti Nicola Schiavone e Giuseppe Misso. Sotto la scure della magistratura partenopea sono finite le tre società Elettrolima Srl, Igm Costruzioni Srl e la Siec Immobiliare nonché conti correnti aziendali per un valore di circa 2 milioni e mezzo di euro. Altresì beni immobili come una mega villa sita a Castel Volturno località Pinetamare, auto di lusso, conti correnti personali e mezzi impiegati per i lavori aziendali per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro. Sgretolatosi l'impianto accusatorio il riesame partenopeo oltre ad annullare la misura cautelare personale dei tre congiunti dell'Agro aversano ha annullato anche la misura reale con contestuale restituzione agli aventi diritto.

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