Sabato, 20 Luglio 2024
Cronaca Aversa

Rifiuti bruciati nel campo rom, imprese casertane coinvolte nella 'filiera' dello scempio | VIDEO

La Procura di Napoli Nord ha aperto un fascicolo per disastro ambientale dopo l'incendio del primo luglio

Ci sarebbero imprese delle province di Napoli e Caserta nella filiera illecita dei rifiuti che poi vengono bruciati nei campi rom, tra cui quello di Giugliano in cui nei giorni scorsi si è verificato un vasto incendio di rifiuti.

Questa l'ipotesi su cui la Procura di Napoli Nord ha aperto un fascicolo per inquinamento ambientale, per ora contro ignoti, in relazione all'incendio del campo nomadi di via Carrafiello a Giugliano in Campania, avvenuto il primo luglio scorso. Una nube nera e tossica, prodotta dalla combustione di rifiuti speciali come pezzi di autovetture, elettrodomestici, pneumatici, invase l'area circostante, rendendo l'aria irrespirabile per ore, e il rogo fu spento dai vigili del fuoco dopo un lungo lavoro.

Le immediate indagini portarono il 2 luglio al fermo di un 30enne del campo rom, il cui arresto è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari. Oggi la Procura guidata da Maria Antonietta Troncone prova a far luce, indagando per inquinamento ambientale, sulle responsabilità legate al profondo degrado dell'area, dovuto ad un costante smaltimento illecito di rifiuti pericolosi che poi vengono sistematicamente dati alle fiamme; un business in cui i nomadi potrebbero rappresentare un anello della catena, della filiera dei traffici illeciti di rifiuti spesso alimentati dalle tante medie e piccole imprese presenti tra Napoli e Caserta.

Dalle immagini girate dall'alto dai carabinieri e diffuse nel corso di una conferenza in Procura, emerge la presenza di una vasta area coperta da rifiuti, con zone in cui si notano i residui dei continui roghi inquinanti, accanto alle baracche e alle roulotte dove vivono i rom, con tanti bambini.

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