Di Puorto capo di una delle squadre della banda dello spray

Il figlio del boss dei Casalesi sceglieva i locali dove colpire e poi ricettava i monili rubati

Ugo Di Puorto

Ugo Di Puorto, il figlio del boss dei Casalesi Sigismondo Di Puorto, era a capo di una delle due squadre che facevano parte della stessa banda e che derubavano altri ragazzi in discoteca durante serate "particolarmente affollate". E' quanto emerge dall'inchiesta sulla strage di Corinaldo, costata la vita a sei persone rimaste uccise nella calca durante l'esibizione del trapper Sfera Ebbasta. 

Il suo ruolo di leader, secondo quanto emerge dalle pagine dell'ordinanza di custodia cautelare, consisteva nello scegliere le discoteche "più favorevoli" privilegiando le serate con maggiore affluenza di pubblico. Non solo. Di Puorto teneva d'occhio le serate nella stessa zona in modo che la "banda" potesse agire in più locali la stessa sera oltre ad avere i contatti con un ricettatore a cui consegnava la merce in cambio di soldi. 

Mentre i giovani erano impegnati a ballare Di Puorto si avvicinava e strappava collanine e monili che le vittime indossavano. Quando le cose si mettevano male, però, la banda utilizzava il "gas" cioè lo spray urticante come accaduto alla Lanterna Azzurra di Corinaldo. E proprio le impronte lasciate da Di Puorto sulla bomboletta rinvenuta dagli inquirenti ha permesso di ricostruire l'attività di una banda a tutti gli effetti, con tanto di bande rivali come quella dei "genovesi" che si muovevano con un analogo modus operandi. 

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Dopo Corinaldo il gruppo ha commesso altri furti, con cadenza settimanale, nei locali tra centro e nord Italia. 

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