Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Condizioni disumane in cella, affiliato ottiene 3 mesi di sconto

Il magistrato di sorveglianza ha accolto il ricorso per un sodale di Cosa Nostra detenuto a Santa Maria Capua Vetere

Un uomo di origine siciliana e detenuto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere per scontare una pena per reati di associazione mafiosa è stato risarcito con uno sconto di pena da parte del Magistrato di Sorveglianza per le condizioni disumane di detenzione.

Accolto il ricorso presentato dall’avvocato Angelo Librace. Il legale ha rilevato come la mancanza di acqua nelle celle del carcere di Santa Maria Capua Vetere è da considerarsi una condizione "disumana" e degradante per i detenuti. Il ricorso è stato accolto ed al detenuto sono stati concessi ben tre mesi di sconto sulla pena quale 'ristoro' per la detenzione inumana presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

Il Magistrato di Sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere, accogliendo le tesi dell’avvocato Angelo Librace, ha ritenuto la sussistenza di "condizioni detentive negative" tra cui il mancato allaccio alla rete idrica e la potabilità dell'acqua che si presentava come "ferrosa e maleodorante" nonché la vicinanza della Casa Circondariale al Centro di Raccolta Rifiuti Stir. Di qui lo sconto per il detenuto, condannato nell'ambito di un’inchiesta della Dda di Palermo.  

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