Gaetano morto due volte: ucciso dal cancro, abbandonato dallo Stato

Tolosa si è spento a 65 anni da detenuto ai domiciliari nonostante un tumore al quarto stadio. Da 6 mesi la richiesta di differimento della pena è pendente davanti al magistrato

Gaetano Tolosa

Ha atteso invano un provvedimento del giudice di sorveglianza che non è mai arrivato. Si è spento nel giorno di Ferragosto Gaetano Tolosa, 65 anni di Caserta. E' morto da detenuto, privato della libertà e della dignità da un magistrato di sorveglianza che ha preferito non rispondere ad un'istanza di differimento della pena presentata 6 mesi fa dal suo legale, l'avvocato Marco Alois.

La richiesta al giudice

Lo scorso mese di febbraio erano stati i familiari del 65enne, detenuto fino a qualche mese fa al carcere di Carinola, a segnalare una forte preoccupazione per il suo stato di salute. Si presentava ai colloqui accompagnato a braccio, non si reggeva in piedi, in uno stato psicofisico confuso ed alterato oltre ad apparire fortemente dimagrito. Viene presentata un’istanza di differimento dell'esecuzione della pena, per verificare lo stato di salute del 65enne. Istanza a cui non ci sarà mai una risposta.

Scarcerato per l’emergenza Covid

Intanto, arriva il Covid. Tolosa rientra tra i detenuti che possono beneficiare della detenzione domiciliare per effetto del decreto del Governo. Nel frattempo, vengono avanzate diverse richieste di autorizzazione per il suo grave stato di salute, mentre la richiesta di rinvio dell'esecuzione della pena resta pendente.

Il ricovero in ospedale

Ha dolori lancinanti, al punto che interviene anche il 118. Tolosa finisce in ospedale. Al Sant'Anna e San Sebastiano la diagnosi è di quelle che non lasciano scampo: "tumore avanzato al quarto stadio". Una patologia mai rilevata durante lo stato di detenzione nonostante uno stato di salute evidentemente compromesso.

I controlli anche di notte

Dopo la diagnosi il 65enne è costretto a recarsi al Centro Morrone per alcuni cicli di radioterapia. Vengono presentate istanze di autorizzazione - corredate di tanto di documentazione - ma ancora non c'è una risposta alla richiesta di febbraio. Nonostante sia in fin di vita per lo Stato (assente) Tolosa è detenuto e quindi va controllato, anche di notte. Le forze dell'ordine, in mancanza di un provvedimento del giudice, sono costrette a verificare lo stato di detenzione domiciliare, interrompendo quei rari momenti di riposo che la malattia gli concedeva. Una vera e propria tortura.

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I familiari annunciano azioni legali

Pochi giorni fa un nuovo sollecito da parte del legale Alois. Oggi, giorno di Ferragosto, Tolosa si è spento, abbandonato da uno Stato che si preoccupa di tutelare la salute dei boss ma non quella della povera gente. Una storia triste, una vergogna tutta italiana, che non mancherà strascichi. I familiari preannunciano un'azione legale sia nei confronti del penitenziario Novelli di Carinola, dove non è stato rilevato lo stato precario di salute, sia contro il Ministero di Giustizia, per la mancata decisione del magistrato di sorveglianza di Santa Maria Capua Vetere.

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