Cronaca Pietramelara

Fanghi e amianto nel depuratore, sindaco indagato

Nei guai anche il legale rappresentante della società che gestisce il depuratore

I militari appartenenti alla stazione dei Carabinieri Forestale di Pietramelara, unitamente ai militari della Stazione Carabinieri di Vairano Patenora, hanno dato esecuzione all'ordinanza di sequestro preventivo emessa, su richiesta della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, dal Gip, nei confronti del Sindaco pro-tempore del Comune di Pietramelara, Pasquale Di Fruscio, del legale rappresentante della società TMA Srl, gestore di fatto dell'impianto di depurazione fino ad aprile 2020, del proprietario del terreno, adiacente il depuratore comunale, ove venivano raccolti e smaltiti i rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi per la presenza di amianto, provenienti dalla pulizia del canale di scolo delle acque del depuratore.

L'adozione del provvedimento si è reso necessario in quanto l'indagato M. M. in concorso con il sindaco di Pietramelara Di Fruscio, Ente proprietario del depuratore della rete fognaria comunale, sito in località Rivolo Pontevecchio Masseria Sferracavalli a Pietramelara; M. M., quale legale rappresentante della TMA Srl, gestore di fatto dell'impianto fino ad aprile 2020, i quali non effettuando i dovuti controlli e manutenzioni, immettevano le acque non correttamente depurate dell'impianto direttamente nel Rivolo Pontevecchio, compromettendone e deteriorandone le acque per la presenza di elevati valori di Escherichia Coli e di azoto nitroso; agendo nelle qualità sopra indicate ed in concorso fra loro, senza trattare adeguatamente le acque che fuoriuscivano dal depuratore di Pietramelara, riversavano nel Rivolo Pontevecchio acque non correttamente depurate che superavano le prescrizioni contenute nelle autorizzazioni alto scarico e i limiti previsti di Escherichia Coli e azoto nitroso.

Inoltre, agendo nelle qualita sopra indicate ed in concorso fra loro, immettevano nel flume Rivolo Pontevecchio acque non correttamente depurate provenienti dall'impianto di depurazione della rete fognaria del Comune di Pietramelara contenenti sostanze inquinanti atte ad imbrattare e molestare le persone della zona circostante l'impianto. E quindi determinavano it danneggiamento di Beni pubblici, ovvero la matrice ambientale acqua, il Rivolo Pontevecchio, rendendo la relativa acqua inidonea all'uso umano ed all'uso irriguo.

Gli indagati svolgevano attività di raccolta e smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi costituiti dai fanghi prodotti dalla vagliatura delle acque del predetto depuratore accantonandoli illecitamente all'interno dell'impianto per oltre un anno.

E pensare che un terreno lì vicino veniva utilizzato per la produzione di granturco.

L'indagato M.M. quale legale rappresentante della TMA SrI, non effettuava una corretta manutenzione e non effettuava i controlli mensili sulle acqua.

L'indagine ha preso spunto da una comunicazione di notizia di reato del 20 marzo 2019 del personale dell'Arpac che segnalava gli esiti dei controlli effettuati il 27 febbraio 2019 presso il depuratore comunale di Pietramelara e compiuti alla presenza del Sindaco e del legale rappresentante della TMA, Ente gestore dell'impianto.

Già nell'immediatezza del sopralluogo venivano riscontrate una serie di criticità dell'impianto e, in particolare: il mancato funzionamento dello sfioratore di piena, il guasto dello sgrigliatore, la mancanza di un campionatore automatico per il controllo medio composito nell'arco delle 24 ore, nonché la presenza di un cassone per la raccolta dei fanghi prodotti dalla vagliatura delle acque del predetto depuratore.

Inoltre, effettuati i controlli chimici sui campioni di acque prelevate, si accertava che i valori di Escherichia Coli erano pari a 500.000 UFC/100mL, superando abbondantemente il limite previsto dall'atto autorizzativo pari a 5.000 UFC/100mL.

Il 7 novembre 2019 veniva nominato dalla Procura un consulente tecnico, al fine di accertare la funzionalità e corretta manutenzione dell'impianto di depurazione di Pietramelara, nonche le modality di gestione dei relativi rifiuti e del loro smaltimento. Acquisita la relazione peritale del consulente, che confermava pienamente le risultanze del personale dell'Arpac e, successivamente, dettava anche specifiche prescrizioni finalizzate a ripristinare la piena ed efficace funzionalita dell'impianto, veniva redatta un'ulteriore delega d'indagini per acquisire tutta la documentazione relativa al depuratore comunale di Pietramelara e per evidenziare i rimedi da adottare per la corretta manutenzione e il ripristino dell'impianto.

Dopo un nuovo sopralluogo nel luglio 2020 venivano riscontrate numerose criticità. Successivamente i Carabinieri Forestali procedevano al sequestro dell'area. II sito veniva caratterizzato dall'Arpac, che individuava non solo la presenza di rifiuti speciali non pericolosi di diverse tipologie (terra e roccia) ma anche vetro, plastica, ferro e acciaio, rifiuti misti di demolizione, abbigliamento, assorbenti ma anche presenza di amianto. 
 

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Fanghi e amianto nel depuratore, sindaco indagato

CasertaNews è in caricamento