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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca Carinola

Hanno denunciato i camorristi, ora il Comune vuole demolire la loro azienda

La clamorosa vicenda della Cleprin. Il consigliere regionale Viglione: "Paradosso italiano"

“La camorra ha cercato a distruggerla, il Comune di Carinola prova ora ad assestarle il colpo di grazia. E’ paradossale la storia della Cleprin, risorta dopo un raid incendiario ordinato dai clan, oggi a rischio demolizione per una vicenda di violazioni urbanistiche. Si rischia di cancellare un’impresa che dà lavoro a 35 famiglie e che rappresenta un luogo di rinascita nella guerra dello Stato contro la criminalità organizzata”. Così il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle e segretario della Commissione anticamorra Vincenzo Viglione commenta la vicenda relativa all’azienda situata sulla statale Appia degli imprenditori Antonio Picascia e Franco Beneduce, che in passato hanno più volte denunciato e fatto condannare gli estorsori del clan camorristico Esposito di Sessa Aurunca, ma che adesso si ritrovano con una ordinanza di demolizione emessa dagli uffici comunali. “Il paradosso è incentrato sul fatto che i due proprietari della Cleprin, dopo aver espletato tutte le formalità per presentare una richiesta di condono, in luogo di una sanatoria da parte del Comune, hanno ricevuto un’ordinanza di demolizione e chiusura attività. E’ assurdo che in un territorio dove si combatte quotidianamente la camorra, lo Stato piuttosto che essere al fianco di chi ha avuto il coraggio di affrontare a testa alta clan i al solo scopo di far ripartire un’azienda che dà lavoro a 35 persone, si attiva per accelerare le procedure per il suo fallimento”.

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