Abusi edilizi da demolire, il Tar ferma le ruspe e condanna il Comune

I giudici danno ragione al costruttore dopo le due ordinanze di abbattimento emesse dall'Ente

Un'ordine di abbattimento, l'annullamento da parte dei giudici, una nuova ordinanza ed un nuovo annullamento. Il Tar della Campania ha accolto il ricorso proposto dall’avvocato amministrativista Paolo Centore nell’interesse di un noto costruttore marcianisano ed ha annullato l’ordinanza di demolizione del 22 luglio 2015 che fu adottata dall’amministrazione comunale di Marcianise targata De Angelis relativamente ad un intervento edilizio in zona agricola (nei pressi del velodromo comunale).

Il Tar Campania ha condiviso le censure dell’avvocato amministrativo sta Paolo Centore che ha evidenziato che le opere edilizie oggetto di ingiunzione di demolizione erano già state oggetto di una ordinanza di demolizione adottata nel 2006, che il Tar Campania, sempre su ricorso dell’avvocato Paolo Centore, aveva già annullato.

Oggetto della demolizione erano anche un manufatto in muratura adibito a deposito e delle tettoie che, però, non potevano essere oggetto di provvedimento demolitorio perché il deposito è una pertinenza agricola mentre le tettoie, come sostenuto dall’amministrativista Paolo Centore, non incidono nell’indice di fabbricabilità delle pertinenze agricole sulla scorta del Piano Regolatore Generale di Marcianise. Il Tar Campania ha anche condannato il Comune di Marcianise al pagamento delle spese legali e del perito.

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