Vogliono annegarlo per un debito di droga: l'amico di famiglia complice dei 'sequestratori'

Il retroscena sul sequestro di persona di un giovane di Casal di Principe. Doveva 30mila euro a padre e figlio

Da garante di un debito ad esecutore di un sequestro. Si dovrà fare chiarezza attorno alla posizione di E. D. M., 30enne di Formia, colpito stamattina da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Dda, poiché ritenuto responsabile del reato di sequestro di persona a scopo di estorsione ai danni di un 33enne di Casal di Principe, in concorso con A. T. ed E. T., rispettivamente padre e figlio di 50 e 24 anni originari di Arzano.

Da garante a complice

Secondo un'articolata attività d'indagine condotta dalla distrettuale antimafia partenopea, supportata dai riscontri dei carabinieri della compagnia di Casal di Principe, lo scorso 24 febbraio dopo un appuntamento dinanzi ad un bar del centro, i congiunti di Arzano avevano costretto la vittima a salire sulla loro autovettura recandosi a Formia. La prima sosta è avvenuta a casa del malcapitato in via della Conca a Formia, dove i tre campani sarebbero stati raggiunti da E. D. M. che conosceva bene il 33enne casalese ed i congiunti di Arzano. E' lì che il 30enne formiano, dipendente dell'azienda di famiglia, una società di servizi di ambulanze, banche del sangue ed altri servizi sanitari, si è fatto garante in un primo momento del debito che la vittima vantava nei confronti di A. T e E. T. Un primo chiarimento che, evidentemente, non andò a buon fine. Nel rientro in Campania i due di Arzano, con precedenti in materia di sostanze stupefacenti, portarono la vittima a Castel Volturno in prossimità di un lago.

Volevano ucciderlo per un debito di droga

Sotto la minaccia di due pistole e dopo avergli legato una corda al collo alla cui estremità era fissato un grosso sasso con la minaccia di lanciarlo nel lago, ottennero la promessa del saldo del debito. Un debito di droga per un ammontare di circa 30.000 euro. Ottenuta la promessa del saldo si avviarono a Casal di Principe per riportare a casa il 33 enne.

La denuncia della moglie

Una lunga assenza che destò preoccupazione nella compagna della vittima che chiamò prima E. D. M. che ammise che l'uomo era in compagnia degli altri due e di non preoccuparsi. La donna contattatò i due ed ebbe una discussione telefonica che le fece intuire che il compagno poteva essere in pericolo. Presa dal panico si recò presso la compagnia carabinieri di Casal di Principe denunciando lo strano allontanamento del compagno. Ricevette una telefonata dalla vittima che comunicava il suo rientro a Casal di Principe.

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Al punto d'incontro, però, i militari del nucleo operativo e radiomobile casalesi arrestarono A. T. Il figlio E. T. si rese irreperibile e venne tratto in arresto nell' aprile scorso a Cassino dai carabinieri della compagnia di Casal di Principe. Il quadro accusatorio degli inquirenti napoletani ha consentito l'esecuzione del provvedimento cautelare nei confronti di E. D. M. difeso dall'avvocato Vincenzo Macari. Seppure siano da chiarire i legami tra la vittima ed i suoi tre 'aguzzini', il dato incontrovertibile è un debito contratto per droga.

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