Lunedì, 27 Settembre 2021
Cronaca Orta di Atella

Giudice convalida sequestro della palazzina crollata: autorizzazioni nel mirino degli inquirenti

Cause del crollo ancora non chiarite. La polizia municipale ha depositato una relazione

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord, mediante propria ordinanza, ha provveduto a convalidare il sequestro preventivo dei fabbricati pericolanti e poi crollati in via Pasquale Migliaccio ad Orta di Atella.

Dalle indagini esperite dalla polizia municipale di Orta di Atella, guidata dal comandante Pasquale Pugliese, nominato lo scorso gennaio 2020 dalla triade Prefettizia, occorre far luce sulle ipotesi del crollo avvenuto durante lo svolgimento dei lavori di messa in sicurezza a carico dei privati proprietari, e che solo per una circostanza legata al tempo, non si è trasformato in tragedia.

Lo scorso 29 giugno il primo cedimento strutturale con l’apertura di fessurazioni e crepe sulla facciata del fabbricato. Immediatamente la triade prefettizia poneva in essere l’Ordinanza contingibile ed urgente di messa in sicurezza in capo ai proprietari. Dal 9 al 16 luglio le ditte ed i professionisti nominati dai proprietari effettuavano i primi rilievi ed i lavori di messa in sicurezza, con l’autorizzazione del Responsabile dell’area tecnica. Il 16 luglio durante i lavori di messa in sicurezza all’interno dell’immobile di via Pasquale Migliaccio avveniva il crollo di parte della facciata muraria anteriore del fabbricato, dei relativi solai di interpiano e l’apertura di una voragine di 20 metri quadri al piano terra in corrispondenza dell’androne di ingresso nonché del locale adiacente l’edificio.

Sul tavolo degli inquirenti è stata depositata anche la relazione del consulente tecnico di parte nominato dal Comune che ha riconosciuto che non essendo ben chiare le ragioni che hanno provocato il crollo risulta anche impossibile prevedere le azioni da mettere in atto, anche per la messa in sicurezza degli edifici. Inoltre lo stesso ha sottolineato che non essendo nota la presenza di una cavità sotterranea e la sua estensione, ed il grave pericolo di crollo degli immobili presenti su di essa rendono impossibile anche un qualsivoglia indagine che potrebbe mettere a repentaglio la vita degli operatori.

Proseguiranno le indagini della Procura sulle autorizzazioni rilasciate, sulle misure di sicurezza adottate e soprattutto sul mancato rispetto dell’ordinanza di messa in sicurezza dei fabbricati. Occorrerà altresì verificare se vi erano lavori in corso che riguardavano parti strutturali del fabbricato, e se il cedimento strutturale ed il successivo crollo, sia stata la conseguenza. Su questo la Procura potrebbe nominare un consulente tecnico d’ufficio.

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