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Nicola Esposito e Nicola Tamburrino tra gli indagati che rischiano il processo

Nicola Esposito e Nicola Tamburrino tra gli indagati che rischiano il processo

Truffa e corruzione, il pm: "Processo ai sindaci"

La Procura invoca il rinvio a giudizio per Tamburrino ed Esposito insieme a tecnici ed imprenditori

La Procura di Napoli Nord ha chiesto il processo per i sindaci di Villa Literno e Lusciano, Nicola Tamburrino e Nicola Esposito, ed altri 20 indagati tra tecnici ed imprenditori. 

E' quanto accaduto nel corso dell'udienza preliminare, celebrata dinanzi al gup Iagulli, durante la quale si è assistito anche ad una prima tranche delle discussioni delle difese che hanno provato a smontare le tesi accusatorie chiedendo una sentenza di non luogo a procedere. L'udienza è stata aggiornata all'inizio di marzo quando si concluderanno le arringhe dei difensori ed è attesa la decisione del magistrato. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Mario Griffo, Giuseppe Stellato, Raffaele Costanzo, Giovanni Cantelli, Gabriele Piatto, Franco Liguori.

Le accuse a carico degli indagati vanno, a vario titolo, dalla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche alla turbata libertà degli incanti, passando per la frode nell’esecuzione dei contratti, al falso in atto pubblico, alla concussione ed all’abuso d’ufficio. 

Le indagini dei carabinieri hanno permesso di ricostruire l’accordo per la realizzazione di un centro ricettivo-turistico in via delle Dune a Villa Literno in cambio di soldi ed appoggio elettorale alle amministrative a favore di Tamburrino. Secondo la Procura della Repubblica di Napoli Nord, ci sarebbero state, da parte degli imprenditori, promesse di soldi al dirigente (circa 30mila euro) e l’appoggio elettorale alle elezioni amministrative del 2016 a Tamburrino dietro l’interessamento per velocizzare il rilascio di una licenza per la realizzazione di un centro turistico a Villa Literno richiesto dalla società ‘CGN ‘intestata formalmente alla moglie di Franco Nicchiniello ma gestita, di fatto, da quest’ultimo insieme al figlio Salvatore.

Le indagini si sono allargate anche al finanziamento della Regione Campania con fondi europei per la realizzazione dell’appalto di ‘Adeguamento e completamento della rete fognaria - 1 Stralcio funzionale del Comune di Lusciano’.

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