Corruzione, processo bis per ex sindaco, tecnici ed imprenditori

Alla sbarra Di Muro con il progettista La Regina ed il faccendiere Zagaria. La Dda impugna l’assoluzione ai Madonna

L'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Maria Di Muro

Appello per sette imputati sul sistema di appalti a Santa Maria Capua Vetere e Grazzanise che ad avviso della Dda sarebbero avvenuti dietro il pagamento di tangenti con la camorra a fare da "garante" del patto corruttivo.

E' stata fissata per l'inizio di febbraio, dinanzi ai giudici della Corte d'Appello di Napoli, l'udienza a carico dell'ex sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Maria Di Muro (condannato in primo grado a 5 anni e 6 mesi), per il progettista Guglielmo La Regina (condannato in primo grado a 6 anni), per Vincenzo Manocchio (condannato in primo grado a 4 anni), per Roberto Di Tommaso (condannato a 1 anno con pena sospesa), per Alessandro Zagaria (condannato in primo grado a 4 anni) e per gli imprenditori di Casal di Principe Nicola e Francesco Madonna (entrambi assolti in primo grado). Nel primo grado di giudizio era caduta l'aggravante mafiosa per tutti gli imputati con la Procure Antimafia che ha impugnato la sentenza (così come i difensori dei condannati).

Due le inchieste finite all'interno dello stesso fascicolo con Alessandro Zagaria, il ristoratore di Casapesenna ritenuto dalla Dda un faccendiere del clan dei Casalesi con il compito di mantenere i contatti con le pubbliche amministrazioni al fine di turbare appalti, a fare da trait d'union.

Una è quella relativa ai lavori di ristrutturazione di Palazzo Teti Maffuccini con la progettazione affidata a Guglielmo La Regina grazie alle presunte bustarelle date all'ex sindaco sindaco di Santa Maria Capua Vetere Biagio Maria Di Muro ed ai componenti della commissione di gara, presieduta dal dirigente Roberto Di Tommaso e di cui faceva parte Vincenzo Manocchio. Nel patto corruttivo avrebbe partecipato anche Zagaria che avrebbe consegnato materialmente i soldi promessi a Di Muro.

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L'altro filone dell'inchiesta riguardava i lavori per la rete fognaria a Grazzanise affidati ai Madonna. Al processo si è costituito parte civile il Comune di Grazzanise con l'avvocato Salvatore Piccolo. Nel collegio difensivo sono impegnati, tra gli altri, gli avvocati Giuseppe Stellato, Giovanni Cantelli, Angelo Raucci e Renato Jappelli.

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