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L'Imat a Castel Volturno

L'Imat a Castel Volturno

Favori per la "nave" da addestramento dell'Imat, Trapanese si difende dal giudice

Il dirigente accusato di aver corrotto Noviello con assunzioni, stufe e casse di pesce

Un interrogatorio fiume quello reso Rosario Trapanese, il comandante navale e capitano di lungo corso dirigente dell'Imat coinvolto nell'inchiesta sulla corruzione per permessi a costruire e condoni a Castel Volturno.

Trapanese stamattina si è presentato dinanzi al giudice per le Indagini Preliminari del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Alessandra Grammatica, per sottoporsi all'interrogatorio di garanzia, a cui hanno preso parte anche i pubblici ministeri titolari dell’inchiesta Vincenzo Quaranta e Giacomo Urbano.

Trapanese, alla presenza dei suoi legali di fiducia - gli avvocati Raffaele Crisileo e Gaetano Crisileo - ha risposto a tutte le domande del giudice, dei pubblici ministeri e dei difensori. Soddisatto il legale Crisileo che al termine dell’interrogatorio ha dichiarato: "Il Comandante Trapanese - riteniamo - ha spiegato ogni particolare della vicenda che lo vede implicato e pensiamo che le sue risposte siamo state esaustive per un completo chiarimento della sua posizione. Attendiamo gli eventi per eventuali mosse strategico - difensive”.

Per la cronaca Trapanese è l’amministratore della Imat, Italian Maritim Technologic Academy, che è un polo di eccellenza nel settore del formazione dei marittimi e dei naviganti e che ha in corso contratti con le più grosse compagnie di navigazione internazionali e con i più importanti armatori non solo battenti bandiera italiana. La vicenda in cui è rimasto coinvolto il capitano è quella sul giro di mazzette al Comune di Castel Volturno - con arresti nell'ufficio tecnico ed nella polizia municipale - per ottenere permessi a costruire ed omissioni da parte degli uffici preposti al controllo delle regolarità edilizie.

Secondo l'impianto accusatorio, Trapanese, da dirigente dell'Imat, insieme al dirigente Noviello avrebbe commesso irregolarità riguardanti un simulatore marittimo realizzato in zona Laghetti con una volumetria di gran lunga superiore rispetto agli strumenti urbanistica vigenti nella zona interessata. L'ufficio tecnico chiudeva un occhio ed il dirigente riceveva in cambio casse di pesce ed anche le stufe per l'ufficio. 

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