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Martedì, 29 Novembre 2022
Cronaca Santa Maria a Vico

Sesso e corruzione: i carabinieri svelano i passaggi chiave dell'inchiesta

Il processo per l'appalto alla ditta dell'imprenditore Grillo in cambio di viaggi ed escort

Il maresciallo dei carabinieri del nucleo investigazioni di Caserta Pasquale Filippo racconta al processo l'indagine che portò all'aggiudicazione della gara alla società Fare l'Ambiente di Angelo Grillo, imprenditore legato al clan Belforte, al Comune di Santa Maria a Vico. 

E' quanto accaduto nel corso dell'udienza svoltasi oggi dinanzi alla prima sezione collegiale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - presieduta dal giudice Donatiello (Dello Stritto e D'Angelo a latere) - nel processo che vede alla imputati il dirigente comunale Pio Affinita, l’ex vice sindaco ed assessore Ernesto Savinelli, difesi dagli avvocati Raffaele Carfora e Italo Madonna, il colonnello Angelo Piscitelli, difeso dall’avvocato Raffaele Crisileo, Raffaele Caduco e Pasquale Valente, difesi dagli avvocati Emilio Russo e Francesco Nacca, imputati a vario titolo per i reati di turbativa d’asta, corruzione, falso, sfruttamento della prostituzione, aggravati dalla finalità camorristica. Viaggi, cene ed anche prestazioni sessuali con un'escort erano i favori che Grillo prestava ad amministratori pubblici e dirigenti per ottenere appalti.

L'ufficiale dell'Arma è stato interrogato dal pm della Dda Luigi Landolfi ed ha passato al setaccio le conversazioni telefoniche oggetto di intercettazione riportando i passaggi preliminari che condussero all’aggiudicazione della gara d’appalto alla società Fare l’Ambiente facente capo ad Angelo Grillo, a cui è stato revocato il regime di carcere duro per le prime dichiarazioni collaboranti con la Autorità Giudiziaria, e si capirà nei prossimi tempi se ne renderà anche sulla vicenda di Santa Maria a Vico.

Il processo è rinviato all'inizio di marzo quando il maresciallo Filippo dovrà ripresentarsi in aula per rispondere invece al controinterrogatorio degli avvocati difensori. La prossima sarà presumibilmente l’ultima udienza in cui saranno escussi i testi indicati dalla Procura; poi la parola passerà agli imputati che vorranno sottoporsi all'esame. 

Secondo le indagini l’ingegnere Affinita al fine di agevolare la concessione dell’appalto  avrebbe ricevuto in cambio, tra l’altro, prestazioni sessuali con una escort pagata dalla ditta che doveva favorire. L’appalto fu truccato, per consentire l’aggiudicazione del servizio alla ditta Fare L’Ambiente,  s.p.a. di Ciampino, riconducibile all’imprenditore Angelo Grillo. Obiettivo ultimo: favorire il clan camorristico dei Belforte. Dalle conversazioni tra gli indagati intercettate durante le indagini è emerso che Angelo Grillo avrebbe regalato, in diverse occasioni, oltre che le prestazioni sessuali, anche costosi viaggi all’estero e cene in prestigiosi ristoranti del Casertano ad altri amministratori locali. 

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