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Cronaca

La provincia di Caserta nella Top 10 in Italia per fenomeni di corruzione

A guidare la classifica la siciliana Enna, la città più virtuosa invece è Milano

La provincia di Caserta è nella top 10 in Italia per maggior rischio corruttivo. A guidare la classifica Enna, seguita da Crotone, Palermo, Caltanissetta, Agrigento, Reggio Calabria, Catania, appunto Caserta, Napoli e Siracusa. Milano guida invece la classifica delle province virtuose (seguita da Bologna, Modena, Ancona, Belluno, Trento, Parma, Monza-Brianza, Lecco e Padova) dove la probabilità per le imprese e per gli operatori del settore di incorrere in fenomeni di corruzione è più bassa.

A provare a misurare per la prima volta il rischio corruttivo lungo lo Stivale è stata l'Anac che ha messo insieme quattro parametri (livelli di istruzione, benessere economico, capitale sociale e criminalità su base provinciale) per partorire un valore (chiamato Indice composito di contesto) che prova a quantificare in modo oggettivo la situazione in ciascun territorio, abbandonando la logica della percezione soggettiva della corruzione che ha da sempre caratterizzato le tradizionali classifiche in materia.

Anac ha individuato 17 indicatori sugli appalti, incentrati sulla banca dati nazionale dei contratti pubblici, e 5 indicatori relativi ai comuni sopra i 15.000 abitanti. Sono stati presi in esame i dati su criminalità, istruzione, capitale sociale, economia del territorio, scioglimento per mafia, reddito pro-capite e ricorso frequente ai contract splitting (cioè la suddivisione dei contratti).

Il progetto s'inserisce tra le iniziative per il miglioramento dell'efficacia della lotta contro la corruzione ed è stato finanziato dal Programma Operativo Nazionale "Governance e Capacità istituzionale 2014-2020", con l'Anac a svolgere un ruolo centrale di coordinamento.

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