Cronaca Carinola

Corruzione in carcere, due prosciolti dopo revisione del processo

Svolta per i due corruttori dopo l'assoluzione dell'agente. Una promessa da 200 euro per far entrare un lettore mp3 e gocce per il sonno nel penitenziario

Corruttori prosciolti dopo la revisione del processo. E' quanto ha deciso la Corte d'Appello di Perugia che ha accolto l'istanza di revisione del processo a carico di Eugenio e Pasquale Padulo, padre e figlio, accusati di aver tentato di aver corrotto un agente della polizia penitenziaria, poi assolto, al carcere di Carinola. 

I due in un primo momento erano stati condannati dal tribunale di Napoli alla pena di 2 anni e 2 mesi mentre i giudici di Santa Maria Capua Vetere avevano assolto il presunto agente corrotto. I legali dei due - gli avvocati Isabella Casapulla, Paolo Sperlongano ed Alessandro Ricci - per questo avevano fatto istanza di revisione alla Corte d'Appello di Roma che però aveva respinto la richiesta. 

E' stato il successivo ricorso in Cassazione ad essere accolto. Per la Suprema Corte per esistere il concorso necessario per la sussistenza del reato di corruzione: che ha bisogno, cioè, di un corrotto ed un corruttore. Per questo era stato disposto il rinvio ad altra Corte di Appello, quella di Perugia, che ha accolto l'istanza di revisione con la revoca della condanna. 

Eugenio Padulo, che era detenuto, ed il figlio avrebbero indotto l'agente ad accettare una proposta di denaro da 200 euro per far entrare all'interno del penitenziario un lettore mp3 e delle gocce per facilitare il sonno. 

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