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Il blitz dei Nas

Il blitz dei Nas

TERREMOTO ASL Lavori ed incarichi in cambio di soldi: 12 arresti

Sei misure interdittive e sequestro per oltre un milione e mezzo. Tra i servizi nel mirino anche quello del 118. Ci sono 69 indagati

Un vero e proprio terremoto giudiziario quello che ha scosso l'Asl. Dalle prime luci dell'alba i carabinieri del Nas di Caserta hanno dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti di 18 indagati (12 ai domiciliari e 6 destinatarie di misure interdittive). Eseguito anche sequestro da oltre un milione e mezzo nei confronti di 48 indagati (70 quelli complessivi).

L'indagine, coordinata dalla procura di Napoli Nord, trae origine da una segnalazione ai Nas da parte dell'Asl e riguardante anomalie nell'utilizzo del sistema informatico interno di gestione delle presenze da parte di un coordinatore amministrativo. Le prime attività investigative avevano portato a scoprire una serie di allontanamenti dal luogo di lavoro, con il provvedimento di sospensione ed un accusa di truffa all'Asl per 22 di loro. 

La prosecuzione delle indagini ha permesso di verificare ipotesi delittuose nei confronti di 69 persone dall'associazione a delinquere al falso, ricettazione, truffa e corruzione, turbata libertà degli incanti e traffico illecito di influenze. In particolare è emerso l’affidamento a poche ditte compiacenti, di lavori di adeguamento e ristrutturazione di locali aziendali gestiti direttamente dal DSM, in cambio di somme di danaro e regalie varie; una serie di falsi ed abusi, in ordine alla gestione di pazienti con patologie psichiatriche che venivano affidati a strutture esterne convenzionate (cogestori) senza alcuna valutazione del piano terapeutico riabilitativo da parte del competente organo specialistico (U.V.I.), assoggettando l’onere di degenza, dalla somma di diverse migliaia di euro per ciascun paziente, a carico dell’ASL di Caserta; l’affidamento dei servizi di trasporto in emergenza (118) ad un’associazione di volontariato i cui vertici, in cambio, corrispondevano ad uno dei componenti della commissione aggiudicatrice ed ad altri dipendenti compiacenti dell’ASL, regalie o altri vantaggi quali assunzioni di propri familiari.

Scoperta anche la corruzione attribuibile ai gestori delle strutture di riabilitazione convenzionate che, in cambio dell’affidamento diretto dei pazienti e dell’omessa attività di controllo sui piani riabilitativi, corrispondevano periodicamente somme di danaro ed altre regalie ai funzionari pubblici che erano preposti alla tutela e corretta attività di recupero dei pazienti psichiatrici. Inoltre alcuni funzionari dell'Asl avrebbero gestito in maniera occulta, con intestazione fittizia a persone compiacenti, strutture private convenzionate presso le quali venivano indirizzati i pazienti, affidati con onere a carico dell’ASL (diaria di circa 88 euro), direttamente dai medesimi funzionari.

Tra le altre accuse anche quella relativa alla creazione di progetti finalizzati alla cura dei pazienti rientranti nelle “fasce deboli”, di fatto mai attuati e dunque destinati alla sola spartizione delle somme di danaro pubblico investito, tra i sodali dipendenti del D.S.M.; all’affidamento pilotato di incarichi legali e mantenimento di apicali incarichi dirigenziali in seno all’Asl, mediante traffici di influenze illecite; all’acquisto di beni strumentali ad uso privato con i fondi pubblici dell’Asl; all’illecito allontanamento dal servizio, da parte di alcuni dipendenti dell’Asl, al fine di assolvere faccende personali e familiari.

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