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Giuseppe Gasparin ed Angelo Grillo

Giuseppe Gasparin ed Angelo Grillo

Favori all'imprenditore dei Belforte, le difese provano a smontare le tesi della Dda

Prima udienza dedicata alle arringhe degli avvocati. Si punta a far decadere l'aggravante mafiosa della corruzione

Al via le arringhe dei difensori nel processo a carico di 9 persone accusate, a vario titolo, di aver elargito favori all'imprenditore Angelo Grillo, ritenuto colletto bianco del clan Belforte, tra cui anche l'accelerazione dei pagamenti per i servizi resi all'Asl in cambio di viaggi e bustarelle. 

Nel corso della prima udienza dedicata alle difese hanno discusso gli avvocati Carmine D'Onofrio, difensore di Chiara Bonacci, Vittorio Giaquinto, difensore di Luigi Paritario, e Massimo Garofalo, difensore di Giovanni Cavallero. Tutti hanno invocato l'assoluzione per i propri assistiti. Le difese puntano, inoltre, a far decadere l'aggravante mafiosa che tiene in vita molte imputazioni che altrimenti sarebbero in odore di prescrizione. Si torna in aula a fine mese mentre la sentenza è prevista per fine aprile. 

Nel corso della sua requisitoria il pm della Dda Alessandro D'Alessio aveva invocato la condanna per l'ex sindaco di Caserta Giuseppe Gasparin a 9 anni di carcere; 12 anni per l'ex dirigente dell'Asl di Caserta Raffaele Crisci, di Arienzo; 9 anni per la dipendente dell'Asl Chiara Bonacci; 8 anni per l'imprenditore Giovanni Cavallero; 8 anni per Angelo Grillo, al quale sono state applicate le attenuanti generiche; 12 anni per Assunta Mincione, dipendente della ditta di Grillo; 9 anni per Luigi Paritario, che, secondo l'accusa, avrebbe recapitato per conto di Grillo una mazzetta da 10mila euro a Gasparin; 8 anni per Pasquale Valente, factotum proprio di Grillo. Tutti sono accusati, a vario titolo, di corruzione aggravata dal metodo mafioso, per aver favorito proprio Grillo, braccio imprenditoriale dei Belforte. Il processo riprenderà a gennaio con le arringhe da parte dei difensori degli imputati. Nel collegio difensivo sono inoltre impegnati gli avvocati Camillo Irace, Francesco Nacca ed Antonio Pastore. 

Secondo quanto ricostruito dalla Dda, Grillo avrebbe effettuato regali, soldi ma anche viaggi di piacere in località esotiche come Sharm El Sheik, ai dipendenti dell'Asl per ottenere la liquidazione delle fatture per il servizio di pulizia all'interno di ospedali e dell'Asl casertana, effettuata dalla New Splash, riconducibile a Grillo. Secondo quanto emerso dalle indagini tra i metodi di pagamento utilizzati anche l'invio di ceste pasquali con le uova farcite con somme di denaro. Al momento della consegna a casa dei funzionari dell’Asl veniva pronunciata una sorta di parola d’ordine: "la gallina ha fatto l'uovo".

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