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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

Corruzione per gli appalti, professionista casertano coinvolto con ex sindaco e dirigente Pd

Carrabba colpito dalla misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla pg. Secondo gli inquirenti sarebbe un collaboratore dell'imprenditore sotto inchiesta Musella

Figura anche il tecnico casertano Antonio Carrabba, 61 anni, tra le 11 persone colpite da misura cautelare nell'ambito dell'inchiesta sugli appalti al Rione Terra di Pozzuoli per la quale sono finiti in carcere l'ex sindaco Vincenzo Figliolia e l'ex componente della direzione nazionale del Pd Nicola Oddati. Carrabba è stato colpito dalla misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. 

Undici misure cautelari

Nel corso della mattinata, i militari della Guardia di Finanza di Napoli insieme agli agenti della Squadra Mobile partenopea hanno dato esecuzione ai provvedimenti cautelari. Con Figliolia ed Oddati sono finiti in carcere l'ex presidente dell'Enit Giorgio Palmucci, attuale vicepresidente di Confindustria Alberghi e l'imprenditore Salvatore Musella, di cui Carrabba sarebbe stato uno stretto collaboratore. Ai domiciliari altri due collaboratori di Musella: Salvatore Della Corte e Gianluca Flaminio. Oltre a Carrabba, infine, sono altri 4 i destinatari degli obblighi di presentazione alla pg: Angelo Tortora, dipendente del Comune di Pozzuoli e collaboratore dell'ex sindaco; Giovanni Bastianelli, ex direttore esecutivo dell'Enit; un ex consigliere regionale della Calabria, Sebastiano Romeo, e un ex assessore comunale di Grottaglia e consigliere provinciale di Taranto, Luciano Santoro.

Gli appalti al Rione Terra di Pozzuoli

Al centro delle indagini l'affidamento delle opere utili alla valorizzazione del Rione Terra e alla sua promozione turistico-culturale e la realizzazione di un complesso ricettivo, nella forma del cosiddetto albergo diffuso, oltre ad attività commerciali, locali per la ristorazione e botteghe di artigiani. Una gara che, secondo quanto ipotizzato da chi ha condotto l'inchiesta, sarebbe stata falsata per agevolare alcuni degli indagati, aiutati da politici e amministratori pubblici.

"Spaccato di disinvolto malaffare"

Quello che è emerso è "uno spaccato di disinvolto malaffare radicato intorno al Comune di Pozzuoli e in altri luoghi per assicurare corsie preferenziali nell'aggiudicazione di appalti pubblici", scrive il gip di Napoli Antonio Baldassarre nell'ordinanza. Secondo quanto ricostruito dalla procura di Napoli e condiviso dal gip, si sarebbe creato un "comitato di affari" che si sarebbe "adoperato per organizzare tutte le attività necessarie per far aggiudicare la concessione del Rione Terra", in una logica "assolutamente funzionale a far ottenere la concessione alla cordata creata da Musella e, infine, gestire le procedure di gara, il suo sviluppo e i suoi esiti, il tutto sempre nella medesima logica".

Soldi e posti di lavoro per ex sindaco

Secondo l'ipotesi accusatoria, Figliolia, allora sindaco, avrebbe ricevuto la promessa di somme di denaro e dell'assunzione di persone a lui gradite nelle società di Musella che voleva aggiudicarsi la concessione "ad ogni costo". L'imprenditore, secondo il gip, "si era adoperato con ogni mezzo per avvicinare i vertici dell'ente locale comunale e assicurarsene in questo modo la collaborazione".

Auto, alberghi e lavori in casa per l'ex dirigente dem

Dall'ordinanza si evince che Oddati sarebbe stato una sorta di "fiduciario" di Musella nella ricerca di "relazioni e contatti illeciti". L'imprenditore sarebbe stato pronto "a pagare sia delle somme periodiche in denaro" all'ex dirigente dem sia ad "assecondare ogni sua richiesta, dalle automobili ai soggiorni alberghieri, dai conti del sarto ai lavori a casa della compagna".

Le reazioni

"Se le accuse fossero confermate, l'inchiesta di Pozzuoli con i relativi arresti di ex dirigenti e amministratori del PD porterebbe alla luce un sistema di corruzione preoccupante. Coerenti con la visione garantista che da sempre ci contraddistingue - a differenza della sinistra che usa la giustizia per attaccare i propri avversari politici - attendiamo che la giustizia faccia il suo corso, certi che la magistratura farà al più presto chiarezza sulla vicenda". Così il deputato campano della Lega Gianpiero Zinzi.

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