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Il giudice la obbliga ad effettuare tampone, ma la clinica vince la battaglia in tribunale

Respinto il ricorso presentato da un avvocato per il padre ricoverato

Il Giudice del Tribunale di Santa Maria (Prima Sezione civile) Giovanna Caso, con decreto numero 6415/2020, ha rigettato il ricorso ex art. 700 proposto nei confronti della clinica Villa delle Magnolie di Castel Morrone e dell’ASL Caserta, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Il figlio del ricorrente aveva chiesto l’intervento del tribunale, con ricorso d’urgenza ex art. 700 codice di procedura civile, al fine di imporre alla Clinica Villa delle Magnolie di Castel Morrone l’esecuzione del tampone sul padre ricoverato presso la struttura di riabilitazione ed in procinto di essere dimesso all’esito delle cure ricevute. Lo stesso aveva avanzato anche una ipotesi di risarcimento danni.

Con provvedimento “inaudita altera parte” il Giudice aveva accolto la richiesta cautelare ordinando alla Asl e alla Villa delle Magnolie l’esecuzione del tampone sulla persona del congiunto dell’avvocaxto. La casa di cura si era costituita in giudizio evidenziando la legittimità del proprio comportamento improntato al pieno rispetto delle norme in materia e delle direttive impartite dalle autorità sanitarie.

Si era trattato del primo caso in Italia in cui un giudice aveva ordinato l’esecuzione del tampone per la verifica di eventuale contagio  da Covid-19.

Col provvedimento del giudice Caso, pubblicato oggi, il tribunale ha riconosciuto “la piena legittimità del comportamento tenuto dalla Villa delle Magnolie  nella vicenda accogliendo le tesi difensive della stessa assistita  dall’avvocato Andrea Di Lorenzo” come si legge in una nota della struttura sanitaria.

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