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Il gruppo di ragazzi italiani bloccato a Barcellona

Il gruppo di ragazzi italiani bloccato a Barcellona

Studenti casertani bloccati in Spagna: "Stiamo bene, fateci tornare a casa" |VIDEO

Erano in Erasmus alloggiati in case che hanno lasciato poiché convinti di partire dopo aver rispettato ben 3 settimane di quarantena, ma il medico della nave non li ha fatti salire a bordo

Gruppo di studenti italiani bloccati in Spagna a causa dell'emergenza coronavirus. Presenti anche un ragazzo di Santa Maria Capua Vetere Ferdinando Bianco insieme all'amico Achille Falvo di Caserta, ai quali hanno impedito di salire sulla nave in partenza da Barcellona e diretta appunto in Italia.

A denunciare tutto sono stati gli stessi regazzi che hanno spiegato: "Non ci hanno fatto salire sull'ultima nave per tornare in Italia. E questo perchè due ragazzi alla rilevazione della febbre con il termometro del medico di bordo hanno inizialmente riportato una temperatura di 37,5°C che dopo 10 minuti è arrivata a 38°C. Ma in realtà i due ragazzi stanno benissimo. Abbiamo chiamato la polzia e l'ambulanza e abbiamo chiesto al medico di bordo se poteva aspettare altri 10 minuti per riprovare a misurare la febbre, ma non c'è stato nulla da fare. Anche i medici dell'ambulanza hanno detto che i due ragazzi non avevano la febbre. Questa è la solidarietà di cui tanto si sta parlando in questi giorni. In realtà la solidarietà l'abbiamo dimostrata noi che non abbiamo abbandonato i nostri due amici italiani".

Una vicenda che ha dell'incredibile. Molta è la preoccupazione in questo momento da parte dei parenti dei ragazzi italiani bloccati in Spagna. Disperata la sorella del ragazzo di Santa Maria Capua Vetere, Gabriella Bianco che sui social ha sottolineato: "Mio fratello, insieme all'amico e ad altri ragazzi sono in Erasmus in Spagna (sottolineo che erano alloggiati presso diverse città, in case che ieri sera hanno lasciato poiché convinti di partire dopo aver rispettato ben 3 settimane di quarantena). Io e la mia famiglia, come le famiglie di questi ragazzi, siamo veramente disperati e non sappiamo più come farli tornare in Italia, tutti sembrano lavarsene le mani. Cerchiamo di fare tornare questi ragazzi a casa in sicurezza".

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