Il 12% dei pazienti casertani positivi al Covid-19 è ricoverato. "Attenzione agli asintomatici"

Il direttore dell'Asl Russo: "L'incrocio tra i guariti ed i positivi è segnale che la situazione sta evolvendo nel migliore dei modi". Il commissario dell'ospedale Mariano: "Emergenza può tornare"

Sono 18 le persone affette da Covid-19 (il 12% su 142 persone ancora positive) attualmente ricoverate nelle strutture sanitarie della provincia di Caserta. Due sono in cura ai medici del Covid Hospital di Maddaloni (che ha una disponibilità complessiva di 15 posti letto), mentre altre 16 sono curate all’Azienda Ospedaliera Sant’Anna e San Sebastiano (tra i reparti di Terapia intensiva, Pneumatologia, Malattie Infettive e Medicina dedicata).

Russo (Asl): “Unica provincia con incrocio tra guariti e positivi”

Segnali positivi di ripresa che lasciano ben sperare che la morsa epidemica stia man mano allenantando la presa sul territorio. “La situazione in provincia di Caserta è favorevolissima, ci sono tutte le condizioni per sperare un esito roseo rispetto all'infezione da Coronavirus - spiega Ferdinando Russo, direttore generale dell'Asl di Caserta -  Siamo l'unica provincia ad aver raggiunto l’incrocio (tra guariti ed attuali positivi, nda)". Considerando l'andamento della curva epidemica Covid-19 elaborata dall'Asl casertana la proiezione dei casi positivi attuali in decrescita e quella dei guariti si incrocia in un punto che evidenzia quanto i casi positivi attuali siano in diminuzione ed aumentino invece i casi di guarigione.

contagi asl 28 aprile-2

“Il verificarsi dell'incrocio è significativo - ammette Russo - vuol dire che abbiamo superato la fase di contagio e ci avviamo alla guarigione. Il fatto che il numero dei casi guariti superi i casi attuali significa che stiamo uscendo dal tunnel. Il famoso indice di contagiosità che deve esser portato il più possibile allo zero lascia ben sperare visto che noi siamo al di sotto della soglia dell'1. Un buon segnale, a dimostrazione della costante situazione di contagio zero verificatasi da giorni in tutta la provincia di Caserta”. Un risultato straordinario, ma riusciremo a mantenere questo standard? “Dipende molto dal senso di responsabilità dei cittadini ad attenersi al rispetto delle regole impartite loro, come distanziamento sociale ed utilizzo dei dispositivi di protezione, in caso contrario ogni risultato raggiunto andrà perso” continua il manager dell’Asl. Perplessità persistono anche nella tanto attesa 'Fase 2' con l'attenuazione del “lockdown” su disposizione governativa. “Se la situazione di contenimento prosegue con le misure di distanziamento sociale ed il rispetto delle regole entro il 9 maggio potremmo ritrovarci in una situazione di zero contagi - sottolinea il direttore generale Russo - Se si perpetra l'irresponsabilità di cui si è avuto un accenno a Napoli ed a Caserta, tra circa 10 giorni ci sarà una nuova ondata epidemica anche in considerazione del fatto che dal 4 maggio ci sarà il rientro presso le Regioni del Nord Italia”. 

Mariano (Aorn): “Attenzione alta sugli asintomatici”

Sul fronte ricoverati è interessante quello che fa notare il commissario dell’Aorn di Caserta Carmine Mariano: “I posti meno occupati sono proprio quelli nel reparto di Terapia Intensiva. E’ il risultato di una tendenza nazionale dove si registra una diminuzione dell'occupazione della Terapia Intensiva ed è un dato positivo che si riversa sul numero dei decessi che maggiormente si registrano nel Reparto di Terapia Intensiva più che in altri reparti. La Terapia Intensiva è il posto soggetto a maggior intensità di cure dove la criticità dei quadri clinici spesso porta al decesso”. Nonostante segni di positività tangibile, il dubbio che si innalzi nuovamente la curva dei contagi è dietro l'angolo. “Mi auguro di poter affermare nei prossimi giorni che abbiamo raggiunto l'indice di contagiosità a quota zero. Però l'insidia maggiore si annida nei positivi asintomatici portatori di un contagio collettivo - spiega Mariano - Abbiamo avuto fino ad ora contezza dei positivi che abbiamo scoperto essere tali grazie all'orientamento dei tamponi, ma gli asintomatici positivi non si possono censire. Da qui la necessità di mantenere molto alta la guardia ed in vista del 4 maggio dovremmo ricordare di assumere comportamenti di prudenza perché non c'è una linea di confine marcata tra il prima ed il dopo l'epidemia. Non è di certo debellata, può ritornare, abbiamo memoria storica che ci ha dato atroci dimostrazioni in tal senso e questo ci dovrebbe indottrinare alla prudenza. Non abbiamo una cura farmacologica per il COVID-19. Tante sono le sperimentazioni di farmaci già noti reimpiegati per contrastare il Coronavirus. A conti fatti una cura specifica per il COVID-19 non c'è e men che mai un vaccino. Ciò dovrebbe indurci ad essere attenti fin quando non potremmo efficacemente curarci o vaccinarci”.

Anche perché la 'Fase 2’ dovrebbe permettere anche il ripristino delle attività ambulatoriali e gli interventi d’elezione: “Non esistono solo le urgenze. Le malattie non aspettano e si evolvono e dobbiamo cominciare ad immaginare di dare risposte di sanità anche nella quotidianità ai cittadini - sostiene il commissario Mariano - L'emergenza Covid-19 nella provincia casertana benché gestita richiede il continuo potenziamento delle strutture Covid Hospital presenti e la previsione di ulteriori come l'ospedale modulare anti-covid di Caserta con 24 posti letto dove verranno trasferite tutte le attività Covid-19 dell'azienda ospedaliera Sant'Anna e San Sebastiano con consegna prevista la prossima settimana. Mi auguro di poterlo utilizzare il meno possibile perché significherebbe che si è giunti verso la fine dell’epidemia” chiosa Mariano. 

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