Prof morto, la moglie annuncia una denuncia alla magistratura per i ritardi nelle cure

Ida ripercorre quei lunghissimi 20 giorni: "Stava bene, non aveva altre malattie"

Francesco Caterino morto dopo essere stato ricoverato col Covid

Doveva compiere 60 anni, ma il Covid-19 gli ha stroncato la vita. “E non aveva nessuna patologia pregressa” sottolinea la moglie. Francesco Caterino, il prof-architetto originario di Casal di Principe ma residente a Capua, è morto poco più di 20 giorni che gli era stato diagnosticato il contagio. Lui, docente in un istituto di Torre del Greco, però, ha vissuto sulla sua pelle le difficoltà della sanità campana al punto che, oggi, si apre una profonda riflessione sul cosa sia stato fatto per salvargli la vita. O meglio, se quello che è stato “possibile” fare sia stato abbastanza.

A chiarirlo, molto probabilmente, sarà un’inchiesta della magistratura dopo che la moglie Ida ha annunciato di voler presentare una denuncia dopo il decesso del professore. Lo ha fatto raccontato quei terribili giorni che hanno vissuto insieme, fianco a fianco, finché è stato possibile. “Ho iniziato a curare mio marito a casa, - spiega Ida - ho contattato il Team covid di Capua. Il medico responsabile del team, dopo vermi contattato una sola volta e avermi dato una terapia che già stavo facendo per ulteriori 3 giorni è letteralmente scomparso. Telefonavo al suo numero, mandavo messaggi via Whatsapp ma nulla. Il vuoto”. 

Ida non si preoccupa, perché pensa che la situazione di difficoltà in cui si trova la sanità per questa pandemia renda tutto più difficile. Ma purtroppo deve fare i conti con le condizioni di Francesco che peggiorano. E così, al sesto giorno di contagio, chiama il 118 per chiedere il trasferimento in ospedale ma le viene detto che il marito può restare a casa. Passano altre 48 ore e la situazione precipita. Arriva l’ambulanza, ma attendono fuori casa in attesa che gli venga detto dove trasportare Francesco. Dopo circa 3 ore di attesa, arriva l’indicazione di andare all’ospedale di Caserta, ma una volta arrivati nel Capoluogo la speranza svanisce: il posto non c’è più. Dopo un’altra lunga attesa, arriva un’altra indicazione: l’ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere, appena ‘svuotato’ dai pazienti per farlo diventare Covid hospital. 

“Arrivati al Melorio verso le ore 15 - riprende Ida - ci avvisano che l’ospedale non era pronto ad accogliere pazienti perché doveva ancora organizzarsi. Abbiamo atteso oltre 2 ore prima che lo facessero entrare”. Da lì, poi, la situazione è andata via via peggiorando, fin quando il cuore di Francesco Caterino non ha smesso di battere. “Mio marito può darsi sarebbe morto ugualmente - chiosa Ida nel suo messaggio sui social - ma la malasanità, la disorganizzazione di tutto un sistema che è allo sbando ha contribuito notevolmente alla sua fine e di altri. Si aspettino da me denunce penali le persone che dovevano garantirmi un aiuto sanitario e che invece per la loro incompetenza e disumanità mi hanno portato ad un triste epilogo”.

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