Coronavirus, la speranza in un nuovo farmaco: "Due persone migliorate". Sospese le messe: 115 positivi in Campania

La sperimentazione al Cotugno, ora si allarga. Tensioni nelle carceri per lo stop ai colloqui. Sindaci in giro tra i locali per verificare il rispetto delle ordinanze. Negativo tampone a Sessa Aurunca

Aumenta ancora, come era facile attendersi, il numero dei contagiati da coronavirus in provincia di Caserta. "L'Unità di Crisi della Protezione civile della Regione Campania  - si legge in una nota comunica che nel pomeriggio odierno sono stati esaminati 57 tamponi presso il centro di riferimento dell'ospedale Cotugno. Di questi 14 sono risultati positivi. Come per tutti gli altri, si attende la conferma ufficiale da parte dell'Istituto Superiore di Sanità. Il totale dei positivi in Campania ha raggiunto la quota di 115". Tra questi ci sono anche quelli relativi alla provincia di Caserta: 5 a Bellona e Santa Maria Capua Vetere (uno dei quali lavora a Piedimonte Matese); 2 a Mondragone (di cui uno deceduto) e Sant’Arpino; gli altri a Caserta, Cesa, Casal di Principe, Parete, Santa Maria a Vico e San Prisco (quest’ultima è una donna poi deceduta all’ospedale di Caserta). A questi vanno aggiunti un anziano napoletano, ricoverato dal 2 marzo all'ospedale di Marcianise e risultato positivo al test, e la dipendente, sempre dell'hinterland napoletano, di un'azienda della zona industriale di Carinaro.

Stop anche alle messe nelle chiese

Dopo i matrimoni ed i funerali, stop anche alle sante messe fino al 3 aprile. A certificare la decisione è stata la Conferenza Episcopale Italiana che ha pubblicato una nota nella quale chiarisce che la parte del decreto firmata dal premier Giuseppe Conte va intesa nell’eccezione più ampia. “La Chiesa che vive in Italia e, attraverso le Diocesi e le parrocchie si rende prossima a ogni uomo, condivide la comune preoccupazione, di fronte all’emergenza sanitaria che sta interessando il Paese. Rispetto a tale situazione, la CEI – all’interno di un rapporto di confronto e di collaborazione – in queste settimane ha fatto proprie, rilanciandole, le misure attraverso le quali il Governo è impegnato a contrastare la diffusione del “coronavirus”. Il decreto, entrato in vigore quest’oggi, sospende a livello preventivo, fino a venerdì 3 aprile, sull’intero territorio nazionale “le cerimonie civili e religiose, ivi comprese quelle funebri”. L’interpretazione fornita dal Governo include rigorosamente le Sante Messe e le esequie tra le “cerimonie religiose”. Si tratta di un passaggio fortemente restrittivo, la cui accoglienza incontra sofferenze e difficoltà nei Pastori, nei sacerdoti e nei fedeli. L’accoglienza del Decreto è mediata unicamente dalla volontà di fare, anche in questo frangente, la propria parte per contribuire alla tutela della salute pubblica”. Già oggi le chiese di Caserta e provincia erano molto vuote rispetto alla solita presenza di fedeli. Il timore del contagio è molto grande, soprattutto tra gli anziani.

Stop ai colloqui in carcere e permessi premio, tensioni e rivolte

Tensioni in diverse strutture penitenziarie dell’Italia dopo la decisione del Ministero della Giustizia di sospendere tutti i colloqui in carcere per i detenuti. Dopo i problemi di sabato in provincia di Salerno e Carinola, oggi ci sono state rivolte anche nelle carceri di Napoli e Frosinone. “Per quanto riguarda gli istituti penitenziari e gli istituti penali per minorenni - si legge nella nota del Ministero - dal 9 marzo e sino al 22 marzo 2020, i colloqui con i congiunti o con altre persone cui hanno diritto i condannati, gli internati e gli imputati, sono svolti a distanza, mediante, ove possibile, apparecchiature e collegamenti di cui dispone l'amministrazione penitenziaria e minorile o mediante corrispondenza telefonica, che può essere autorizzata oltre i limiti della normativa vigente. Inoltre, tenuto conto delle evidenze rappresentate dall’autorità sanitaria, la magistratura di sorveglianza può sospendere, nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del decreto ed il 31 maggio 2020, la concessione dei permessi premi”.

Terapia sperimentale ‘incoraggiante’ al Cotugno

Grazie alla collaborazione tra Azienda Ospedaliera dei Colli e Istituto Nazionale Tumori Irccs Fondazione Pascale, due pazienti affetti da polmonite severa-Covid 19 sono stati trattati con tocilizumab, un farmaco anti interluchina 6, off-label perché solitamente utilizzato nella cura dell’artrite reumatoide. Si tratta di un farmaco di elezione nel trattamento della sindrome da rilascio citochimica dopo trattamento con le cellule CAR-T. La somministrazione, avvenuta nella giornata di sabato ed avviata per la prima volta in Italia, è stata possibile grazie a una stretta collaborazione tra il direttore della Uoc di Oncologia dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, Vincenzo Montesarchio; il direttore dell’Unità di Oncologia Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto “Pascale” di Napoli, Paolo Ascierto insieme con il virologo Franco Buonaguro e alcuni medici cinesi, tra cui Wei Haiming Ming del First Affiliated Hospital of University of Science and Technology of China e il team composto da tutto il personale del Cotugno e che ha visto in prima linea, tra gli altri, Rodolfo Punzi, direttore del dipartimento di Malattie infettive e urgenze infettivologiche; Roberto Parrella, direttore della Uoc Malattie infettive ad indirizzo respiratorio; Fiorentino Fragranza, direttore della Uoc Anestesia rianimazione e terapia intensiva; Vincenzo Sangiovanni, direttore della Uoc Infezioni sistemiche e dell’immunodepresso; Nicola Maturo, responsabile del Pronto Soccorso infettivologico del Cotugno e Luigi Atripaldi, direttore del laboratorio di Microbiologie e virologia.  “Già a distanza di 24 ore dall’infusione, sono stati evidenziati incoraggianti miglioramenti soprattutto in uno dei due pazienti, che presentava un quadro clinico più severo” spiegano Montesarchio e Ascierto. “Nell’esperienza cinese - aggiungono - sono stati 21 i pazienti trattati che hanno mostrato un miglioramento importante già nelle prime 24-48 ore dal trattamento, che si effettua con un’unica somministrazione e che agisce senza interferire con il protocollo terapeutico a base di farmaci antivirali utilizzati”. Sulla scorta di questi primi elementi si sta valutando la possibilità di trattare altri pazienti in condizioni critiche.

Tampone negativo per il 34enne che era scappato dall’ospedale

Esito negativo per S. G. il 34 enne di Sorbello, frazione di Sessa Aurunca, sottoposto al tampone orofaringeo per un sospetto contagio da Coronavirus. Il responso proveniente dal Cotugno di Napoli ha fatto tirare un sospiro di sollievo all'uomo ed alla sua famiglia. Era stato sottoposto al tampone orofaringeo a seguito dello stato febbrile e problemi respiratori che lamentava nonché la permanenza nella stessa sala di astanteria presso l'ospedale civile San Rocco di Sessa Aurunca insieme al 47 enne mondragonese risultato poi positivo al Covid-19. Il ragazzo si era allontanato subito dopo essersi sottoposto al tampone e questo aveva creato un po’ di preoccupazione, che ora è rientrata. 

Il sindaco di Mondragone in giro i locali: “Tutti rispettano le nuove regole”

Il sindaco di Mondragone Virgilio Pacifico ha girato oggi per i locali della città insieme alla polizia locale per “controllare il rispetto delle nuove direttive del governo, soprattutto in merito alle disposizioni di rispetto delle distanze e di igiene riguardanti ristoranti e bar che hanno preferito restare aperti. Sono felice di aver constatato che tutti si sono adeguati alle nuove disposizioni. È un momento difficile, ma bisogna continuare a restare in casa e seguire pedissequamente quanto previsto dal governo centrale. Voglio ringraziare tutti i commercianti e i titolari di bar, pub, locali serali e ristoranti, ma anche palestre, centri benessere e tutte le altre attività che hanno subito restrizioni: a loro sono vicino perché stanno vivendo un momento difficilissimo. Per loro mi appello al governo centrale, affinché si prodighi con adeguati sgravi fiscali e incentivi che aiutino le tante partite Iva che stanno subendo delle perdite gravissime”. Stessa operazione è stata fatta in serata anche dal sindaco di Santa Maria Capua Vetere Antonio Mirra che ha chiesto ai commercianti di essere "ligi alle regole".

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