Si contagiano due famiglie: "Ci sono anche bambini"

Il sindaco spera che non ci sia un secondo lockdown: "Non possiamo permettercelo, serve convivere col virus"

Cinque nuovi positivi Covid a Sant'Arpino ed un solo guarito fra i precedenti casi in quarantena. E' questo il bilancio del sindaco di Sant'Arpino, Giuseppe Dell'Aversana, che sottolinea come "complessivamente il nostro comune ha ora 33 positivi covid". I cinque positivi di oggi sono in due distinti nuclei familiari. Tre sono contagi (moglie e figli) di un positivo e gli altri due sono moglie e marito. "Stanno tutti bene - dice il sindaco -. Nessuno dei cinque nuovi positivi presenta sintomi gravi. Nessuno dei 33 positivi è in ospedale. La persona guarita è uscita dalla quarantena e dimostra che tutto si può risolvere. La situazione è difficile dal punto di vista sanitario, l'Asl è in affanno, tarda a fare tamponi, tarda a dare risposte, ma il numero di tamponi che stanno facendo è elevatissimo. Molti sono tamponi di controllo. Alcuni dei quali confermano la positività. Senza l’allarmismo esasperato e senza l’incoscienza dei negazionisti bisogna semplicemente capire che il virus “picchia forte” se gli porgi l’altra guancia. Occorre stare in guardia, dobbiamo convivere con il virus senza panico. Questa è la seconda ondata, il numero di contagi sta aumentando però a marzo e aprile venivano, ricoverati in terapia intensiva e spesso morivano. I contagiati di oggi, invece sono quasi tutti asintomatici, solo pochi vengono ricoverati in terapia intensiva".

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Il capo dell'esecutivo di Sant'Arpino ribadisce che "ad Aprile avevamo 1000 morti al giorno, oggi invece i decessi sono drasticamente diminuiti. Allora il lockdown era necessario e doveroso. In questa seconda ondata la situazione è difficile ma non tragica. Se rispettiamo le regole anti covid, se manteniamo le distanze, se usiamo le mascherine, possiamo restare aperti in attesa del vaccino. Io sono fra coloro che ritengono che bisogna restare aperti con scuole, uffici e negozi, bisogna convivere con il virus. Bisogna vivere sapendo che il Covid 19 come altre migliaia di virus e batteri è intorno a noi ed è pronto a colpirci. Dobbiamo evitare comportamenti a rischio. L’Italia ed il sud in particolare non potrebbe sopravvivere ad un altro lockdown. Dobbiamo vivere, studiare, lavorare consapevoli dell’esistenza del covid e quindi con tutte le precauzioni possibili. Occorre resilienza, ossia la capacità di affrontare in modo positivo questo dramma e di riorganizzarci la vita di fronte a questa difficoltà, che esiste oggi".

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