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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Focolaio in carcere: "Vaccini obbligatori per i detenuti"

La proposta dell'Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria dopo il cluster a Santa Maria Capua Vetere: "Green pass per avvocati e familiari che si recano per i colloqui"

"Troviamo assolutamente assurdo che l’obbligo vaccinale non sia stato disposto per i detenuti, come anche assurdo appare che siano esentati dal ‘green pass’ avvocati e familiari che si recano in carcere per i colloqui". Così, in una nota, Giuseppe Moretti e Ciro Auricchio, presidente e segretario regionale campano dell’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria, commentano il cluster covid-19 nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, che conta ben 61 contagiati tra i detenuti, tra cui anche un ammalato di Hiv.

"Siamo in piena ‘quarta ondata’ e, – continuano i due sindacalisti – in assenza di questi due semplici provvedimenti, si rischia che situazioni analoghe possano verificarsi in altre strutture penitenziarie dove il sovraffollamento unito all’esiguità di personale sono elementi peggiorativi di una situazione incancrenita da tempo. E’ per questo che chiediamo un intervento urgente del ministro per fare in modo che la situazione non precipiti".

"Questo virus è insidioso per noi che siamo liberi, figuriamoci per i reclusi. Abbiamo ascoltato belle frasi dal governo, dalla ministra della Giustizia Cartabia, ma tra il dire e il fare ci deve essere il coraggio. Credo sia giunto il momento di mettere in campo risarcimenti, ristori per i detenuti. La mia proposta è questa: assicurare un giorno di libertà per ogni giorno di positività al Covid per ciascuno dei detenuti. E faccio questo discorso anche gli agenti penitenziari, che svolgono un lavoro a rischio". È la proposta formulata dal garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello, interpellato dall'agenzia Dire dopo il focolaio scoppiato nel carcere di Santa Maria Capua Vetere.

"La Campania ha fatto segnare un record negativo in termini di diffusione del Covid in carcere. Soprattutto, sei detenuti sono morti per Covid, sei agenti sono morti per Covid, è deceduto anche il medico sanitario del carcere di Secondigliano. Eppure, nessuno si è indignato. A Santa Maria Caputa Vetere registriamo piccoli e graduali miglioramenti, ma l'attenzione deve essere alta. Il carcere - prosegue il garante - merita risposte dalla politica, servono provvedimenti efficaci e immediati. Mancano educatori, agenti, psicologi, mediatori culturali e linguistici, e il 31% dei detenuti è in attesa di giudizio". 

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