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Sabato, 2 Luglio 2022
Cronaca Santa Maria Capua Vetere

Focolaio in carcere, sale a 61 il numero dei detenuti positivi. Tensione nelle celle di isolamento

La denuncia della garante Belcuore: "Mancano medicinali ed igienizzanti. Contagiato anche malato di Hiv". Caos tamponi

Sale a 61 il numero dei detenuti positivi al carcere di Santa Maria Capua Vetere. Lo rende noto la garante provinciale per i diritti dei detenuti Emanuela Belcuore che si è recata al penitenziario per fare il punto della situazione. 

Tra i nuovi positivi c'è anche un malato di Hiv e due detenuti del reparto Tamigi che probabilmente hanno contratto il virus nel corso dei colloqui. "La situazione diventa ogni giorno più difficile - spiega Belcuore a CasertaNews - I positivi si trovano in isolamento nel reparto Danubio che strutturalemente è quello più freddo dell'intero penitenziario". Inoltre "mancano igienizzanti e medicine. Mi sono proposta di portarli io dall'esterno attraverso un'associazione". 

Non solo. All'interno delle celle di isolamento - dove ieri c'è stata anche una visita di personale medico - si registrano le prime tensioni. In mattinata due detenuti, entrambi positivi ed internati nella stessa cella, hanno litigato e sono arrivati alle mani. Sul posto si è reso necessario l'intervento del 118 per medicare uno dei due. Tensione che coinvolge anche gli agenti che prestano servizio nel Danubio dove si trovano i positivi: "Ho parlato con uno di loro che fortunatamente è risultato negativo ma era spaventatissimo", evidenzia la garante Belcuore.

Problemi anche sui tamponi: un detenuto del Nilo è risultato positivo al primo test e poi negativo ed è rimasto per ore in isolamento, nonostante la negatività. "C'è mancanza di comunicazione tra l'area sanitaria e la sorveglianza - denuncia la Garante - Dalla spesa hanno tolto la candeggina mentre serve una sanificazione di tutti i locali del carcere. Inoltre mi chiedo perché avvocati e familiari dei detenuti possono entrare in carcere senza esibire il green pass o aver fatto un tampone; provenendo dall'esterno possono essere veicolo di contagio".

Belcuore spiega che l'alto numero di detenuti non vaccinati - probabilmente tra il 30 e 40% - dipende dal fatto "che mancano gli operatori sanitari per somministrare i vaccini ai detenuti, dovrebbe essere organizzata una giornata con il camper dell'Asl, da sistemare magari nel cortile del carcere. Sono pochi i detenuti che non vogliono vaccinarsi".

Per Ciro Auricchio, segretario regionale campano dell'Uspp (Unione sindacati polizia penitenziaria), "è necessario introdurre immediatamente l'obbligo vaccinale anche per i detenuti, per la loro incolumità e perché vivono a stretto contatto con il personale della Polizia Penitenziaria". Il sindacalista auspica poi che "presto si individui un Covid Center del Casertano in cui portare i detenuti, magari al Covid Hospital di Maddaloni o a Caserta; attualmente i poliziotti penitenziari, quando devono ricoverare un detenuto del carcere di Santa Maria Capua Vetere ammalato di Covid, devono portarlo all'ospedale Cardarelli, dove sono costretti a ore e ore di attesa".

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