Coronavirus, i Nas scoprono ambulanze irregolari

Il blitz dei carabinieri nella sede operativa di una cooperativa onlus aggiudicataria del servizio di trasporto infermi in emergenza 118 con le Asl di Caserta e Napoli

(foto di repertorio)

Controlli dei Nas in materia di prevenzione alla diffusione del coronavirus. A finire nel mirino dei militari dell'Arma - secondo quanto riferito dall'agenzia Dire - sono le ambulanze impiegate in servizi di emergenza-urgenza sanitaria e nel trasporto di infermi. Mancata applicazione delle procedure sull'igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro connesse col rischio biologico da Covid-19 per i dipendenti e i volontari impiegati: è quanto rilevato dai carabinieri a conclusione di una verifica presso la sede operativa di una cooperativa onlus aggiudicataria del servizio di trasporto infermi in emergenza 118 con le Asl di Caserta e Napoli. 

Intanto, nell'ambito dell'attuale emergenza sanitaria, il Comando carabinieri per la Tutela della Salute ha rafforzato i controlli in materia di prevenzione alla diffusione epidemica da Covid-19 realizzando, in condivisione con il Ministero della Salute, uno specifico servizio di controllo in campo nazionale sulle autoambulanze utilizzate per il trasporto di pazienti, con particolare riferimento alla corretta esecuzione delle operazioni di sanificazione e disinfezione, al fine di tutelare sia i pazienti che gli operatori dai rischi di possibile contagio biologico nel corso del trasporto. Le attività di controllo originano da un episodio, riscontrato nella provincia di Napoli, di accertata assenza di adeguate procedure preventive e di sanificazione dei mezzi di emergenza impiegati nel trasporto di pazienti, sia con patologie ordinarie che riconducibili all'infezione da Covid-19, con potenziale rischio di diffusione del contagio.

Gli interventi eseguiti dai Nas, nella sola ultima settimana, hanno interessato 945 ambulanze impiegate in servizi di emergenza-urgenza sanitaria e nel trasporto di infermi, individuando 46 mezzi non conformi alle normative sulla sicurezza degli operatori e delle persone trasportate a bordo. Il servizio ha determinato la contestazione di 15 violazioni penali e 29 amministrative rilevando la mancanza di protocolli e di idonee procedure di pulizia e sanificazione dei vani dei mezzi sanitari (in 16 casi) e di mancato possesso ed uso di dispositivi di protezione individuale, come mascherine, guanti e camici monouso, a volte privi di certificato di conformità o smaltiti in modo irregolare (13 episodi contestati).

Durante i controlli, sono state contestate ulteriori 51 irregolarità penali ed amministrative in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, quali la mancata attuazione dei sistemi di prevenzione incendi e di revisione degli estintori, la presenza di farmaci e dispositivi medici scaduti di validità a bordo dei mezzi nonchè l'impiego dei veicoli sanitari in destinazioni d'uso diverse da quelle previste. Proprio a causa di gravi carenze igienico-gestionali e di impiego di mezzi in attività non consentite - spiega la nota dei Nas - è stato eseguito un provvedimento di sospensione dell'attività con divieto d'uso di 4 veicoli sanitari appartenenti ad un'azienda privata ed un fermo amministrativo di un veicolo-ambulanza non impiegabile per servizi di pronto intervento sanitario. Nella stragrande maggioranza dei casi, le sanzioni sono state principalmente contestate nei confronti di aziende private e di associazioni di volontariato onlus attive nei trasporti sanitari, sia in convenzione con il 112/118 afferente al servizio sanitario regionale, sia per il trasferimento di persone disabili o inferme. 

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