Contagi in clinica, l'avvocato: "Tamponi preventivi per salvare vite umane"

Cocozza autore del primo ricorso contro Villa delle Magnolie: "Respinta istanza cautelare ma giudizio va avanti nel merito"

Angelo Cocozza

"Mi interessa fissare un principio di cautela utile a salvare vite umane". Così l'avvocato Angelo Cocozza del Foro di Santa Maria Capua Vetere interviene sulla questione di Villa delle Magnolie dopo che il giudice civile, che aveva obbligato la casa di cura ad effettuare un tampone su un paziente prima delle sue dimissioni (primo caso inn Italia), ha accolto l'istanza cautelare della clinica di Castel Morrone. 

Il legale ripercorre la vicenda dal principio. "Riuscimmo ad ottenere il tampone richiamando il diritto alla tutela della salute, sancito dalla Costituzione. In molti casi è bastato invocare il primitivo provvedimento del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere - spiega Cocozza - per ottenere l’esecuzione di tamponi che ha consentito di individuare ed isolare soggetti positivi, contenendo la subdola diffusione del contagio: resta, quindi, immutata la consapevolezza di aver dato un supporto alla collettività nel corso della indomita emergenza sanitaria". 

Nel giudizio cautelare, però, lo stesso magistrato ha cambiato idea sostenendo la "scarsa utilità della verifica a mezzo tampone rino-faringeo di soggetti asintomatici e l’affermazione che la conoscenza della positività in fase antecedente la manifestazione dei sintomi non possa consentire vantaggi terapeutici, appaiono non riscontrabili nella letteratura scientifica e già superate dalla continua evoluzione dei fatti improntati ad una profilassi preventiva anche grazie a test diffusi con metodologia più rapida e, quindi, meritano approfondimenti nel procedimento di cognizione che si aprirà a breve".

Quindi ci sarà un giudizio di merito nel quale l'avvocato Cocozza annuncia di profondere "ogni sforzo per la tutela del diritto alla salute nei termini inizialmente recepiti dal Tribunale, affinché il provvedimento ottenuto continui ad essere un efficace strumento di profilassi utile a salvare vite così come sostenuto da altri colleghi che lo hanno condiviso ed invocato in situazioni non dissimili".

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Infine, il legale sottolinea come non sia stata rigettata alcuna pretesa risarcitoria: "Nel giudizio cautelare non si può chiedere - ribadisce - tale dato è da considerarsi, senza alcun dubbio, infondato e fuorviante".

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