Cronaca

Asse Casalesi-Cosa Nostra: confisca da 10 milioni per il figlio del boss

La Dia ha eseguito il provvedimento dopo la sentenza della Corte di Cassazione sul monopolio del trasporto su gomma di frutta e verdura

La confisca della Geotrans da parte della Dia

Un asse tra i Casalesi e la mafia siciliana, in particolare la cosca catanese dei Santapaola-Ercolano, per il trasporto su gomma. Era il 2006 quando la Dia aveva scoperto il "vaso di Pandora" svelando un regime di monopolio del trasporto su gomma dei sodalizi mafiosi - dei Casalesi, Mallardo e proprio dei Santapaola-Ercolano - che convergeva sul mercato ortofrutticolo di Fondi. 

Di quell'alleanza oggi sono finiti sotto chiave i beni di Vincenzo Augusto Enrico Ercolano, figlio dello storico boss catanese Pippo Ercolano (deceduto). La Direzione Investigativa Antimafia ha infatti eseguito il provvedimento di confisca per 10 milioni di euro nei confronti di Ercolano e di Grazia Santapaola, sorella del capomafia ergastolano Benedetto ai vertici di "Cosa nostra" etnea.

Il provvedimento è stato emesso dal Corte d’appello di Catania dopo il pronunciamento irrevocabile della Cassazione nell’ambito delle indagini "Sud Pontino" della Dia sui rapporti tra i clan camorristici dei Casalesi e dei Mallardo di Giuliano con la "famiglia" mafiosa Santapaola-Ercolano per il monopolio del trasporto su gomma di frutta e verdura.

Al centro dell’inchiesta della Dda etnea la società "Geotrans Srl", di cui Vincenzo Ercolano curava l’intera attività, nonostante ne detenesse formalmente solo il 50%. L’indagato, inoltre, gestiva la società con metodi mafiosi, imponendo le tariffe di mercato e impendendo la libera attività del settore, e avrebbe anche utilizzato altre ditte per "recuperare" patrimonio aziendale e clienti della Geotrans dopo che era stata sequestrata.

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Il provvedimento dispone anche per Vincenzo Ercolano la sorveglianza speciale, con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza, per la durata di tre anni, oltre al versamento di una somma di 20.000 euro a titolo di cauzione. Imposta anche l’applicazione dei divieti previsti dal codice antimafia: l’impossibilità di conseguire licenze o autorizzazioni, concessioni di qualsiasi genere, iscrizioni negli elenchi di appaltatori o di fornitori di opere, beni e servizi per la pubblica amministrazione e qualsiasi tipo di erogazione pubblica.

Le indagini della Dia di Catania che hanno portato al provvedimento odierno sfociarono nell’operazione "Sud Pontino" del 2006 e nella "Caronte" del 2014, con dichiarazioni di collaboratori di giustizia che lo hanno accusato di estorsioni, minacce e violenze, intestazione fittizia di beni. In particolare col blitz "Sud Pontino" fu smantellato un sodalizio criminale che aveva al centro dei suoi interessi l’importante Mercato Ortofrutticolo di Fondi e fece emergere la sua figura di gestore e controllore nel settore dei trasporti, in nome e per conto della mafia.

La confisca riguarda 100% delle quote, con relativo patrimonio aziendale, delle seguenti società: Geotrans Srl, costituita nel 1993 da Vincenzo Enrico Augusto Ercolano e dalla sorella Palma Cosima, di 56 anni, operante da anni nel settore del trasporto su gomma e della logistica, divenuta, in breve tempo, leader in tutta la Sicilia; Geotrans Logistica Frost Srl, società controllata dalla Geotrans Srl per il 99% e per l’1% da Vincenzo Enrico Augusto Ercolano, costituita nel 2009 da altri soci, che, successivamente, cedevano le proprie quote agli Ercolano; R.C.L, società costituita nel 2014 da alcuni dipendenti della Geotrans Srl; E.T.R. di Cosima Palma Ercolano, impresa individuale costituita nel 2001 e attiva nell’autotrasporto per conto terzi. Il valore del patrimonio confiscato è stimato dalla Dia in circa dieci milioni di euro.

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