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Cronaca Maddaloni

Scandalo condoni in Comune, il funzionario: "Mai preso soldi"

Della Peruta si difende davanti al giudice: "I bollettini me li ha dati un collega di Caserta"

"Non ho mai preso soldi da nessuno". Sono queste le parole del funzionario comunale di Maddaloni Michele Della Peruta finito sotto processo per lo scandalo dei condoni edilizi in Comune. 

Stamattina, dinanzi al giudice Roberta Carotenuto del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Della Peruta - imputato insieme al libero professionista Michele Pietropaolo ed un'altra persona che avrebbe beneficiato di un permesso a costruire - si è sottoposto all'esame del pm Alessandro Di Vico cercando, non senza difficoltà, di chiarire la propria posizione. 

Sul possesso di bollettini di conto corrente postale già validati e relativi agli anni 1986-1987, Della Peruta ha spiegato come "mi venne detto che giravano questi bollettini da un collega del Comune di Caserta, Michele Ferraro, così me ne diede uno in modo che avessi qualcosa per accorgermi di eventuali irregolarità". Il bollettino, recante il timbro dell'ufficio postale di San Felice a Cencello e datato 1986, venne poi dato a Pietropaolo "per farglielo vedere - ha spiegato ancora Della Peruta - Poi ebbi il timore che potesse utilizzarlo ed io senza quella cartina di tornasole non sarei stato in grado di accorgermene. Per questo ne chiesi la restituzione".

Poi Della Peruta ha parlato anche di una perizia di un geologo suggerito dallo stesso imputato ad un cittadino maddalonese "come amico", ha spiegato. Professionista che poi, però, venne pagato dallo stesso Della Peruta: "Mi feci dare i soldi e glieli portai personalmente con la mia auto a Vitulazio chiedendo anche la fattura". Documentazione che è finita agli atti del processo.

Infine il funzionario comunale ha parlato anche delle intercettazioni in carcere con i suoi familiari, secondo la Procura un tentativo di occultare le prove. "Avevo mille pensieri maturati su una branda in una stanza 4 metri per 4 - ha detto Della Peruta - Ho chiesto ai miei familiari solo di muoversi e cercare documenti per dimostrare la mia innocenza".

E sui soldi e le dichiarazioni autoaccusatorie di una donna, anche lei sotto processo, che avrebbe asserito di aver dato 500 euro a Della Peruta per una pratica, il dipendente ha spiegato: "Non ho assolutamente preso soldi. Tra l'altro ricordo che quella pratica era perfetta e non avrei dovuto intervenire in alcun modo". 

Della Peruta ha anche fatto accenno a liste di nomi trovate in casa sua dai carabinieri: "Erano appunti che portavo a casa dall'ufficio. Avevamo 4mila pratiche da evadere e dovevamo evitare disagi ai cittadini. A casa mia non ho mai portato una pratica ma solo qualche appunto in modo da poterci lavorare". 

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