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Sabato, 25 Giugno 2022
Cronaca Macerata Campania

Tre condanne per la fabbrica di fuochi illegale vicino le scuole

Una donna è stata assolta. Erano stati arrestati nel 2018

Tre condanne ed una assoluzione. È quanto disposto dalla Seconda Sezione Penale del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, in composizione collegiale, presieduta da Giuseppe Meccariello nel processo per i responsabili della fabbrica abusiva di fuochi d'artificio a pochi passi dal centro cittadino ed in prossimità di due scuole a Caturano frazione di Macerata Campania.

I giudici hanno condannato Assunta C., 25 enne di San Prisco, ad 1 anno e 6 mesi di reclusione con pena sospesa; 1 anno e 6 mesi di reclusione per Mario C., 44enne di Aversa, e Vincenzo M. 41 enne di Vitulazio; assolta Carmela D. P., 40 anni di San Prisco. Il Sostituto Procuratore Anna Ida Capone aveva chiesto 5 anni di reclusione per gli imputati accusati di fabbricazione e commercio abusivi di materie esplodenti e contraffazione.

Gli imputati, in concorso con altre tre persone, vennero sorpresi nel novembre del 2018 dai finanzieri della compagnia di Marcianise all'interno di un opificio di via Gorizia a Caturano, frazione di Macerata Campania, intenti a svolgere l'attività di fabbricazione di esplosivi in assenza di autorizzazione ed in dispregio delle più elementari forme di sicurezza.

Nello specifico fabbricavano anche con l'ausilio del minore  congegni esplosivi non riconosciuti né classificati di elevata potenza micidiale. Gli ordini prodotti erano i "Cobra" prodotti professionali di tipologia F4 che per la loro pericolosità non sono destinati alla libera vendita. L'intero piano terra dello stabile era stato completamente adibito a fabbrica abusiva di fuochi d'artificio. I finanzieri infatti sequestrarono l'immobile ed il furgone utilizzato per i trasporti del materiale esplodente illecito. Rinvennero oltre 750 kg di polvere nera e precursori esplosivi,56 mila tra contenitori ed altri pezzi per l'assemblaggio,300mila etichette, 700 kg di artifici pirotecnico già confezionati e pronti per l'immissione sul mercato nero, 40mila artifizi pirotecnici semilavorati. Gli imputati per garantirsi una parvenza di liceità sul mercato dei fuochi d'artificio riprodussero  abusivamente i congegni esplosivi con marchi “Cobra", ‘'Atomic", "Vipera" appartenenti alla ditta Elio Di Blasi Fireworks con sede a Teramo. Nel collegio difensivo sono stati impegnati gli avvocati Enzo Domenico Spina, Caterina Celentano, Raffaele Russo.

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