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Revocata posizione organizzativa, Comune condannato al risarcimento

Per il giudice si è trattato di “un abuso del potere datoriale non consentito dall’ordinamento giuridico”

Il Comune di Vitulazio condannato a risarcire una dipendente alla quale era stata revocata la posizione organizzativa. E’ quanto ha stabilito dal giudice Maria Caroppoli del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (sezione Lavoro) accogliendo ricorso presentato da M.R.A., rappresentata dall’avvocato Giuseppe Di Fratta.

I fatti sono avvenuti nel 2017. Il Comune, che all’epoca era guidato da un commissario straordinario dopo lo scioglimento disposto dal prefetto di Caserta, decise di revocare l’incarico in applicazione del criterio della rotazione degli incarichi di Posizione Organizzativa previsto dal Piano triennale per la prevenzione della corruzione. La funzionaria decise di impugnare tale provvedimento tramite l’avvocato Di Fratta, il quale ha esposto i motivi a difesa della propria assistita, sottolineando la carenza dei profili di legittimità e delle motivazioni a sostegno della revoca. Dal proprio canto, il Comune si è difeso sostenendo la legittimità della decisione.

Il tribunale, all’esito del processo, ha accolto la tesi difensiva della ricorrente, affermando che “alla luce delle suesposte considerazioni, appare ragionevole ritenere che a fronte di una revoca non dettagliatamente motivata si è di fronte ad un abuso del potere datoriale non consentito dall’ordinamento giuridico”, dichiarando così illegittimo il provvedimento di revoca e condannando il Comune anche al risarcimento del danno subito dall’allora dipendente.

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