Batosta per il Comune: dovrà pagare 2 anni di stipendi al dirigente revocato

Accolto il ricorso presentato da D’Orario che era stato ‘licenziato’ dal commissario prefettizio

L'ex dirigente del Comune di Aversa Pietro D'Orazio

Nuova batosta per il Comune di Aversa che dovrà risarcire l’ex dirigente Pietro D’Orazio. Lo ha deciso il giudice della sezione Lavoro del tribunale di Napoli Nord accogliendo accogliendo integralmente la tesi dell’avvocato Fabrizio Perla sulla illegittimità della revoca dell’ingegnere, dirigente dell’Ufficio tecnico del Comune di Aversa, al quale si era affidato il compianto sindaco Giuseppe Sagliocco. Ma l’esperienza di D’Orazio negli uffici di piazza Municipio terminò con l’arrivo del commissario prefettizio Campanaro, che gli revocò l’incarico. Una revoca, però, illegittima secondo il tribunale di Napoli Nord che ha condannato il Comune di Aversa ad un consistente risarcimento nei suoi confronti, come dallo stesso richiesto, pari a due anni di stipendio da dirigente, con gli interessi oltre che a tutte le spese di giudizio. L’ingegnere D’Orazio, nel giugno 2015, era risultato vincitore di una apposita selezione come Dirigente fuori dotazione organica dell’area tecnica e urbanistica, con contratto di lavoro a tempo determinato di due anni. Caduta l’amministrazione Sagliocco e insediatosi il Commissario prefettizio, quest’ultimo aveva revocato detto incarico dirigenziale, ritenendolo risolto iure proprio, in quanto di tipo fiduciario e pertanto legato alla Sindacatura e dunque caduto con essa. L’ingegnere D’Orazio non accettò tale revoca e tramite l’avvocato Fabrizio Perla agì dinanzi il Giudice del Lavoro di Napoli Nord deducendo l’illegittimità del recesso ante tempus, sotto vari profili ed in particolare sostenendo che il c.d. sistema dello “spoil system” ovvero la decadenza automatica di un incarico ove legato al Sindaco, si giustifica solo nel caso della "apicalità" dell'incarico, nonchè della "fiduciarietà" della scelta del soggetto da nominare, intesa come preventiva valutazione soggettiva di consonanza politica e personale con il titolare dell'organo politico mentre non si giustifica affatto - anzi in contrasto con l'art. 97 della Costituzione - laddove l’incarico risulta conferito per svolgere compiti di tipo tecnico-professionale, nell'esercizio di funzioni meramente gestionali. Come ha riconosciuto il Tribunale essere nel caso dell’Ingegnere D’Orazio, dove, in assenza di legittimo spoil system, la revoca dell’incarico era del tutto illegittima, conseguendone, stante tale illegittima revoca dell’incarico dirigenziale, la condanna del Comune di Aversa al pagamento di tutti gli importi retributivi, a titolo di differenza tra il trattamento economico percepito e quello dovuto in qualità di dirigente, dalla data della revoca a quella di scadenza del contratto, con gli interessi e le spese.

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