Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Capodrise

Fino a 30mila euro per avere "l'aiutino" al concorso: in 12 a processo

Domande suggerite al telefono collegato col bluetooth

Richieste fino a 30mila euro per avere "l'aiutino" per superare il concorso dei carabinieri: per questo motivo 12 persone sono state rinviate a giudizio dal gip Colucci del tribunale di Napoli.

La decisione è arrivata al termine di una lunga discussione in cui gli avvocati (nel collegio difensivo Simoncelli, Delisati, Mancuso, Saviano, D’Alessandro e Franchi) hanno sollevato la questione del "ne bis in idem", essendoci state già 2 sentenze del gup D'Auria in abbreviato. Alla fine il giudice ha deciso per il processo che inizierà a giugno del prossimo anno.

A giudizio sono finiti Giuseppe Zarrillo di Capodrise, ex dipendente del Ministero, insieme con Carolina Caiazzo, Rosalba Caiazzo, Carmen D’Angelo, Giuseppe Claudio Fastampa, Caterina Iossa, Vincenzo Tolli, Anna Sorrentino, Andrea Barbato Vacchiano, Sabato Vacchiano, Andrea Vocaturo e Pasquale Vocaturo.

Secondo la ricostruzione dell’accusa avevano organizzato un sistema fraudolento per fornire le risposte esatte ai quesiti di cultura generale che sarebbero stati somministrati ai candidati per i concorsi dei carabinieri del 2015 e del 2016. Gli imputati promettevano ai candidati di indicare le risposte ai quesiti mediante l’uso di telefoni cellulari muniti di auricolare e microfono collegati con tecnologia ‘Bluetooth’. In cambio di questo “aiuto” venivano richieste somme fino a 30mila euro per ogni candidato: tra le ‘vittime’ tanti aspiranti carabinieri della provincia di Caserta.

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