Il Comune "distrugge" 80 piantine a Villa Giaquinto, allertati i carabinieri

Il presidente del Comitato, Raffaele Giovine, si scaglia contro l'amministrazione comunale: "Siamo governati da persone a sensibilità zero"

Il presidente del Comitato per Villa Giaquinto, Raffaele Giovine imbufalito per la distruzione delle 80 piantine

"Il Comune di Caserta ci ha distrutto 80 piantine a Villa Giaquinto". A renderlo noto è stato il Comitato presieduto da Raffaele Giovine, che ha provveduto a denunciare quanto accaduto ai carabinieri forestali e al vivaio regionale della Campania. "Mi viene da piangere, lo confesso. Io tengo anche ai gesti simbolici perché fanno ben sperare", esordisce Giovine.

Il Comitato per Villa Giaquinto, in qualità di gestore (tramite un patto di collaborazione: delibera di giunta comunale 131/2018) del parco pubblico sito in via Galileo Galilei, nel mese di dicembre 2019 è stato autorizzato dal dirigente del Comune, Franco Biondi, ad effettuare la piantumazione nella zona di confine tra il parco e l'area adibita a parcheggio. Ma stando ai fatti "la ditta affidataria del servizio di manutenzione del verde del Comune di Caserta nell'effettuare il servizio ha provveduto a distruggere le 80 piantine che tra l'altro erano state donate dal vivaio della Regione Campania", spiega Raffaele Giovine.

"Settimana scorsa il Comune ci ha comunicato che la ditta affidataria del servizio avrebbe tagliato il prato. Oggi apprendiamo che la ditta ha distrutto le ottanta piantine - continua il presidente del Comitato per Villa Giaquinto - Qualcuno penserà ad un problema tecnico. No, non scherziamo. Se un assessore è sensibile non ti fa perdere due anni per avere dei permessi per mettere delle semplici piantine, se un sindaco è sensibile trasmette una visione green alla sua squadra di funzionari, se un consigliere comunale è sensibile fa battaglia per una città verde, ecosostenibile e che miri al futuro. Vi sembreranno 80 banali piantine, ma in questi giorni di pioggia pensavo: che bello, chissà quando finirà l'emergenza come saranno belle. Invece, il niente perché siamo governati da persone a sensibilità zero che permettono a questi animali che popolano le ditte a cui vengono affidati direttamente questi appaltucci di fare quello che vogliono".

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"Ora un'amministrazione seria chiederebbe scusa per gli animali che lavorano nelle ditte su cui loro non riescono ad avere una funzione di indirizzo politico e di controllo e soprattutto rovvederebbe ad horas a piantare 160 piante bellissime per far vedere che i volontari possono fare poco, ma quando lo Stato agisce è lo Stato", conclude Raffaele Giovine.

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