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Sabato, 25 Giugno 2022
Cronaca Aversa

Commercio illecito di auto di lusso all'estero, obbligo di firma per 29enne

Accolta la richiesta dell'avvocato: era agli arresti domiciliari da un anno

Obbligo di firma per Antonio Marchitto, 29enne di Aversa uno dei partecipi all'associazione a delinquere a carattere transnazionale dedita al commercio illecito di autoveicoli di lusso esportati all'estero, perlopiù Francia, Germania e Algeria dove venivano poi rivenduti e reimmatricolati per fare il loro reingresso in Italia. È quanto deciso dalla Prima Sezione Penale del Tribunale di Napoli Nord in composizione collegiale presieduta dal giudice Eleonora Pacchiarini dopo aver accolto l'istanza del difensore di Marchitto l'avvocato Ferdinando Letizia disponendo così la sostituzione della misura degli arresti domiciliari a cui Marchitto era sottoposto da un anno con la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Antonio Marchitto il 23 aprile 2021 fu uno dei 12 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP Maria Gabriella Iagulli del Tribunale di Napoli Nord a carico di altrettanti soggetti accusati di associazione a delinquere con l'aggravante della transnazionalità, riciclaggio, autoriciclaggio, ricettazione, appropriazione indebita, simulazione di reato. L'attività investigativa partita nel gennaio 2020 dai carabinieri della compagnia di Aversa e Casoria consentì di individuare due gruppi distinti di soggetti residenti nelle province di Caserta e nel napoletano che avevano creato una stabile organizzazione criminale a carattere transnazionale anche mediante la costituzione fittizia di società finalizzata alla commissione di una serie indeterminata di delitti consistiti nel commercio illecito di autoveicoli di lusso mediante esportazione degli stessi in territorio estero (Francia, Germania, Algeria) il cui possesso era assicurato mediante il ricorso a società riconducibili ad alcuni componenti del sodalizio criminale anch'essi reclutati nel medesimo ambito consortile o mediante persone compiacenti incaricate poi di sporgere una volta che i veicoli erano stati esportati all'estero false denunce di furto presso le autorità di polizia nonché provvedere a distruggere o occultare le carte di circolazione e le targhe italiane dei veicoli eludendo così le ricerche dei proprietari e delle forze dell'ordine.

Per garantire l'irrintracciabilità dei veicoli di lusso da esportare ed importare con una nuova  immatricolazione in Italia, alcuni indagati provvedevano alla manomissione dei dispositivi antifurto satellitari. Si proceva poi alla reimmatricolazione delle vetture di lusso in territorio estero o alla loro cannibalizzazione delle componenti non utilizzabili. Una laboriosa operazione volta all'elusione di qualsivoglia controllo o riconducibilità ai sodali. Antonio Marchitto in questo sistema ben collaudato che fruttó un introito illecito pari ad 800mila euro, metteva a disposizione i locali commerciali adibiti a garage quali Panorama e Central Park siti a Napoli presso i quali lavorava dove gli autoveicoli subito dopo il noleggio venivano parcheggiati temporaneamente onde poi procedere alle operazioni di bonifica ed alla successiva conduzione all'estero. Il 29enne di Aversa prestava il suo apporto nelle false denuncio di furto presso le società di noleggio delle auto di lusso che venivano poi consegnate al capo promotore dell'associazione a delinquere.

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