Commerciante rapinato in autostrada, pistola alla testa per i soldi

I carabinieri hanno fermato un 37enne napoletano: il raid al casello di Caianello

È finito in carcere con l’accusa di tentata rapina e rapina consumata, aggravate dall’uso di una pistola. È stato infatti convalidato il fermo, con conseguente emissione della misura cautelare della detenzione in carcere, nei confronti di Antonio Pannone, 37enne originario di Afragola (Napoli), fermato la mattina del 24 luglio a a Meta (NA) dai carabinieri del comando stazione di Vairano Scalo, coadiuvati dai militari della Sezione operativa della Compagnia di Capua.

Il provvedimento costituisce l’epilogo di una indagine coordinata dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, eseguita tramite intercettazioni telefoniche, dichiarazioni dei testimoni  e servizi di osservazione, a seguito della denuncia di rapina subita il 16 luglio scorso da un commerciante residente a Brescia, in transito col suo furgone al casello autostradale dell’A1 a Caianello.

Giunto nei pressi del casello, in prossimità di alcuni esercizi commerciali veniva avvicinato da Pannone che, con la minaccia di una pistola puntata alla nuca, si faceva consegnare il portafogli contenente 350 euro e documenti personali, per poi darsi alla fuga.

Da ulteriori accertamenti è poi emerso che Pannone pochi minuti prima aveva già tentato di rapinare un cittadino di Vairano Patenora utilizzando la stessa pistola, non riuscendo però nell’intento per l’indisponibilità di denaro da parte della vittima.

Pannone, 37enne senza fissa dimora, è stato individuato solamente grazie a servizi di appostamento e pedinamento svolti nella zona dell’agro afragolese e nella penisola sorrentina, per poi essere sottoposto al fermo ed associato nel carcere di Napoli Poggioreale.

Nella circostanza dell’esecuzione del fermo, Pannone veniva ritrovato in possesso di una pistola di colore nero, sottoposta a sequestro, replica di un modello Beretta 98 munita di tappo arancione parzialmente consumato, trovata occultata all’interno di una Opel Astral sottoposta a sua volta a sequestro perché colpita da provvedimento emesso da altra Procura per un diverso procedimento.

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