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Mercoledì, 18 Maggio 2022
Cronaca San Tammaro

Accoltella 28enne fuori al bar, per la Procura può uscire dal carcere: "Non l'ha ucciso"

Il consulente evidenzia come i fendenti all'addome abbiano colpito una regione dove non ci sono organi vitali. Il pm chiede la sostituzione della misura in carcere con l'obbligo di presentazione alla pg

Ha accoltellato un 28enne all'esterno di un bar a San Tammaro ed ora, a circa 3 mesi dai fatti, la Procura ne chiede la scarcerazione. 

Il pubblico ministero Iolanda Gaudino, del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ha chiesto al gip Alessandra Grammatica la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella meno afflittiva dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per Massimo Giorgio, 34 anni di San Tammaro, accusato di tentato omicidio per aver accoltellato un giovane fuori un bar dopo una banale lite la sera del 12 dicembre scorso.

Per medico legale nominato dalla Procura - nonostante la vittima di quell'agguato fosse finita in coma dopo i fendenti che lo attinsero - quelle coltellate non sarebbero state "idonee a cagionare la morte" in quanto nell'area dove vennero inferte non ci sono organi vitali. Eppure i fendenti vennero inflitti all'addome e solo per un caso non si sono avute conseguenze peggiori. Comunque sia, la vittima non è deceduta, è uscita dal coma ed è in via di guarigione. Circostanze che hanno fatto giudicare alla Procura la misura cautelare in carcere sproporzionata rispetto all'entità del fatto. 

Di certo non un bel segnale in un periodo in cui il fenomeno della "mala movida" è tristemente agli onori delle cronache di quasi ogni fine settimana tra risse, teppismo urbano ma anche tante, troppe persone che vanno a spasso il sabato sera armati e pronti ad utilizzare quelle armi. Insomma, un fenomeno sociale che va monitorato e contrastato, non solo con i controlli ma anche punendo chi si macchia di reati gravi come il tentato omicidio, di chi esce di casa solo con l'intenzione di fare a botte ed è disposto a togliere la vita per uno sguardo mal interpretato usato solo come pretesto per dare piglio alla violenza. 


 

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