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Sabato, 22 Giugno 2024
Cronaca Villa Literno

Il boss dei Van Gogh inguaia l'imprenditore: "Lavorava per noi". Resta in carcere

Il Riesame rigetta la richiesta di applicazione dei domiciliari per Fontana

Resta in carcere l'ex presidente del Villa Literno Calcio Giovanni Fontana. Lo hanno deciso i giudici della X sezione del tribunale del Riesame che hanno rigettato la richiesta di sostituzione della misura in cella con quella, meno afflittiva, degli arresti domiciliari da scontare fuori regione, in provincia di Torino.

Nella loro ordinanza, la corte presieduta da Alessandra Cantone ha evidenziato il ruolo assunto dall'imprenditore nell'associazione guidata dal super narcotrafficante Raffaele Imperiale, noto come il boss dei Van Gogh, oggi collaboratore di giustizia. I giudici hanno evidenziato il ruolo di Fontana che avrebbe dovuto custodire e poi curare la spedizione di 600 kg di cocaina in Australia all'interno di un container carico di pietre. 

Per i giudici sussistono "un elevato pericolo di recidiva" ritenendolo inserito "in maniera stabile e professionale nell'ambiente criminale del narcotraffico" operante a livello internazionale. Un ruolo che i giudici definiscono come "tutt'altro che occasionale". Una circostanza confermata anche dallo stesso Imperiale che ha parlato di rapporti risalenti, con carichi di droga provenienti anche dal Brasile. "Lavorava per noi. Lo pagavamo 40mila euro a viaggio", ha detto Imperiale. "Lo usavo specialmente per le operazioni dirette (cioè intercontinentali) come i 600 kg per l'Australia". 

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