Giovedì, 18 Luglio 2024

Clan dei Casalesi, 5 arresti. Minacce alle vittime: "Ti uccido, dammi 50mila euro" | VIDEO

Tre persone sono state arrestate e sono in carcere. Altri due vanno ai domiciliari

Questa mattina, la Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Napoli ha arrestato cinque persone accusate di usura ed estorsione.

In carcere sono finiti Raffaele Della Volpe, Luciano Esposito e Francesco Saverio Pirozzi. Della Volpe, legato al clan e sopravvissuto a un agguato di camorra nel 2021, è stato arrestato insieme a Esposito e Pirozzi.

Agli arresti domiciliari sono stati posti Sebastiano Iannone ed Elio Roma, quest'ultimo imprenditore del settore rifiuti, già condannato per traffico illecito di rifiuti e ritenuto dalla DDA vicino al clan.

L'inchiesta ha permesso di fare luce su un episodio estorsivo commesso, da parte di soggetti storicamente legati al Clan dei Casalesi, ai danni di due persone nel periodo ricompreso tra febbraio 2024 e la data odierna. Le vittime sarebbero state oggetto di una richiesta di circa 100mila euro, derivante da un pregresso debito di 45mila euro elargito, a tasso usuraio, da uno degli indagati.

L'operazione è durata alcuni mesi e sono emerse alcune intercettazioni davvero inquietanti. Gli arrestati prima sottolineano che bisogna mettersi "d'accordo per quali sono le responsabilità... una sola cosa vi posso garantire, non ci prendete per il c... sennò dopo vi facciamo passare un brutto quarto d'ora perciò mettetevi d'accordo, vedete voi quello che dovete fare basta che cacciate i soldi..."

Poi si passa anche alle minacce: "Io ci chiavass na botta... quello se chiavamm a botta a quello là secondo me subito paga. Dico ora mi dai tutti e i cinquanta prima di Pasqua sennò ti uccido, io non sono uno che spara da lontano, io ti vengo da vicino. Quello è il difetto mio".

E quindi in un'altra intercettazione: "Questo li viene a posare i soldi, te lo dico io. Io lo volevo mandare all'ospedale, gli volevo rompere le gambe". Ma riceve una risposta inquietante: "Non ti conviene gli butti una bottiglia di benzina dentro, quello basta che capisce il segnale, gli appicci (bruci ndr) e capisce subito". E non a caso viene anche segnalato un incendio di autovetture: nell’aprile scorso infatti alcuni degli indagati si sarebbero infatti recati nei pressi dell’abitazione di una delle due vittime e avrebbero dato fuoco a delle autovetture, successivamente risultate a loro non riconducibili.

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