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Niente concessione cimiteriale, Comune soccombe in tribunale

Non si voleva concedere la cappella all’erede del cittadino deceduto, il Tar condanna l’Ente

Negata la concessione cimiteriale, un cittadino di Marcianise fa ricorso contro il Comune e conquista una importante vittoria. Stangato invece l'Ente municipale che si ritrova ad incassare una sonora sconfitta. Michelangelo Maria Liguori, presidente della sezione Settima del Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, ha infatti accolto favorevolmente il ricorso di un cittadino marcianisano per l'annullamento dei provvedimenti dell'Ente. E' una vicenda che addirittura ha radici nel 2017 quando parte il ricorso. Nei fatti succede questo: la famiglia del ricorrente era titolare della cappella cimiteriale nel cimitero comunale di Marcianise; alla morte del papà il figlio, in qualità di discendente legittimo del concessionario originario, si era sempre occupato, nel corso degli anni, della manutenzione ordinaria e straordinaria della cappella. Essendo suo interesse “continuare nella successione della concessione”, e ritenendo di avere diritto al subentro, chiedeva al Comune, il trasferimento della concessione cimiteriale ma il Comune di Marcianise, senza alcun preavviso di diniego e senza aver svolto alcuna istruttoria, comunicava il provvedimento finale con cui rigettava la sua richiesta di trasferimento della concessione cimiteriale.

Ed ecco quindi che parte la querelle giudiziaria: secondo il giudice del Tar il ricorso è fondato. Sì perché il regolamento prevede che "nel caso di decesso del concessionario, si dispone che “i discendenti legittimi e le altre persone che hanno titolo alla concessione sono tenuti a darne comunicazione all’Ufficio Cimiteriale entro dodici mesi dalla data di decesso richiedendo contestualmente la variazione per aggiornamento dell’intestazione della concessione in favore degli aventi diritto o designando uno di essi quale rappresentante della concessione nei confronti del Comune”. Ebbene, il ricorrente ha presentato l’istanza in qualità di legittimo discendente del defunto concessionario. Non poteva, pertanto, il Comune limitarsi a negare sic et simpliciter la richiesta di trasferimento della concessione senza rilevare in sede d’istruttoria eventuali carenze documentali, con particolare riferimento alla presenza di aventi diritto all’intestazione della concessione".

Conseguentemente "il provvedimento di diniego è illegittimo e va annullato; fermo restando – comunque - l’onere per il Comune di rideterminarsi, avviando il procedimento di voltura e aggiornamento della concessione cimiteriale de qua, nel rispetto di quanto previsto dal Regolamento comunale di polizia mortuaria, con precipuo riguardo alla necessità di identificazione degli aventi diritto alla titolarità della concessione predetta, rilevando sin d’ora che qualunque dichiarazione di parte dovrà necessariamente contenere l’indicazione nominativa (nonché ogni altro opportuno elemento identificativo) dei soggetti coinvolti, non risultando a tal fine utile l’uso di espressioni o riferimenti del tutto generici (quali “aventi titolo”, “eredi attuali”, o consimili), poiché suscettibile di rendere impossibili i dovuti controlli ad opera dell’amministrazione".

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