CAMORRA Clan Piccolo-Letizia, in 33 a rischio processo

Il pm della DDA Landolfi ha chiuso le indagini sul sodalizio criminale di Marcianise

L'evoluzione del clan Piccolo-Letizia di Marcianise e l'attività dei Perreca di Recale. Il pubblico ministero della Dda Luigi Landolfi ha chiuso le indagini su 33 dei 34 indagati iniziali ed ora si prepara a chiedere il rinvio a giudizio.

Rischiano di finire sotto processo Fabio Buanno, 56enne di Marcianise; Luigi Caterino, 69enne di Casal di Principe; Antonio Francesco Celeste, 34 anni di Caserta; Maria Cristiano, 54 anni di Marcianise ex suocera del boss Angelo Piccolo; Pietro De Lise, 48 anni di Portico di Caserta; Achraf Larhzal, marocchino di 36 anni; Andrea Letizia, 43 anni di Marcianise; Antonio Letizia, 50 anni di Marcianise; Giuseppe Letizia detto Vincenzo, 28 anni di Marcianise; Primo Letizia, 35 anni di Marcianise; Michele Maietta, 36 anni di Marcianise; Antimo Mastroianni, 54 anni di Recale; Alessandro Menditti, 46 anni di Recale; Antonio Nacca, 39 anni di Marcianise; Felice Napolitano, 56 anni di Marcianise; Luigi Noia, 57 anni di Recale; Antimo Perreca, 62 anni di Recale; Domenico Perreca, 56 anni di Recale; Giovanni Perreca, 59 anni di Recale; Gaetano Petruolo, 58 anni di Marcianise; Giuseppe Pettrone, 53 anni di Pignataro Maggiore; Achille Piccolo, 44 anni di Marcianise; Angelo Piccolo, 39 anni di Marcianise; Palma Bellopede Piccolo, 42 anni di Marcianise; Domenico Piccolo, 44 anni di Marcianise; Francesco Piccolo, 39 anni di Casapesenna; Pasquale Piccolo, 59 anni di Marcianise; Salvatore Ricciardi, 36 anni di Maddaloni; Mario Russo, 34 anni di Formia; Gennaro Scognamiglio, 63 anni di Portici; Salvatore Silvestre, 50 anni di Marcianise; Giovanni Timbone, 47 anni di Afragola; Vincenzo Timbone, 45 anni di Afragola. L'accusa per tutti è di associazione mafiosa. 

L'inchiesta che aveva portato a 30 arresti lo scorso mese di aprile aveva messo in luce l'attuale pericolosità del sodalizio criminale soprattutto successivo ai numerosi arresti che hanno minato la leadership del clan rivale dei Belforte sul comprensorio tra Marcianise e comuni limitrofi. 

Nelle oltre 600 pagine dell'ordinanza di custodia cautelare viene fotografata la faida che ha provocato numerose vittime tra gli anni '90 ed il 2009. Prima la separazione tra il gruppo dei Cutoliani, con i Belforte, ed il gruppo dei Quaqquaroni, alleati alla "Nuova Famiglia" di Antonio Bardellino, fondatore del clan dei Casalesi, e poi la successiva scissione dei Letizia dai Mazzacane, causata dal duplice omicidio di Biagio Letizia e Giovanna Breda, genitori di Primo e Salvatore Letizia passati, poi, nella fazione opposta dei Piccolo. 

Ma non solo sangue ed omicidi. L'inchiesta ha portato alla luce l'evoluzione del gruppo dei Piccolo-Letizia con la transizione dalla fase armata a quella dell'infiltrazione economica con aziende facenti capo al gruppo criminale. 

Le attività investigative, incentrate sulle intercettazioni dei colloqui in carcere e sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, hanno offerto un rilevante spaccato delle tensioni interne al clan Piccolo, soprattutto tra la componente “Piccolo” e quella “Letizia”, negli anni successivi al 2005, allorquando, le numerose operazioni di polizia giudiziaria e il proliferare di collaboratori di giustizia nelle fila del clan Belforte segnavano il progressivo indebolimento di tale sodalizio e la progressiva ripresa delle attività del clan dei Quaqquaroni, nell’ambito del quale iniziavano frizioni tra le due fazioni, per contendersi il ruolo di leader.

Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Giuseppe Foglia, Nello Sgambato, Vincenzo Russo, Gaetano Laiso, Angelo Raucci, Franco Liguori e Mariano Omarto.

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